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Mandato ai Missionari Digitali, i quattro punti cardinali del missionario digitale

parrocchia san bernardino molfetta - giubileo missionari digitali influencer cattolici 2025 - mandato internazionale missione digitale Dopo le parole di Papa Leone XIV, che ha chiesto ai missionari digitali di «riparare le reti» e custodire la verità nella comunione, l’ultimo momento del Giubileo dei Missionari digitali e Influencer cattolici è stato segnato da una liturgia intensa, sobria e carica di significati: il mandato internazionale nei Giardini Vaticani, davanti alla Grotta della Madonna di Lourdes. È stata una consacrazione comunitaria e personale, celebrata da Mons. Luis Marín de San Martín, che ha saputo intrecciare meditazione, incoraggiamento e direzione.
Come a tutti gli eventi di questo Giubileo, anche per questo solenne mandato era presente l’Equipe delle Comunicazioni Sociali della Parrocchia San Bernardino di Molfetta, unica rappresentante della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, che ha portato nella preghiera non solo la propria comunità parrocchiale, ma l’intera Diocesi e, in modo speciale, tutti coloro che con passione e creatività si occupano di comunicazione ed evangelizzazione digitale nei nostri territori. Un gesto semplice, silenzioso, ma profondo, che ha reso visibile quel “camminare insieme” che è essenza stessa della Chiesa.
L’atto di affidamento si è aperto con le parole accorate di Mons. Lucio Adrian Ruiz, Segretario del Dicastero per le Comunicazioni, che ha introdotto con grande intensità spirituale il momento.
«Siamo davanti alla madre, per portare qui il nostro cuore, il nostro amore, la nostra missione, per portare qua ciascuno di coloro che ci seguono – ha affermato -. Pensate che bello poter dire loro che qua davanti alla madre avete pregato per ciascuno di loro. Voi siete come il buon pastore, perché le pecore sentono la vostra voce e vi seguono verso Cristo». Queste parole hanno creato il clima di raccoglimento e di responsabilità evangelica che ha accompagnato la proclamazione del mandato e le riflessioni profonde dell’Arcivescovo.

 

«Navigatori dello Spirito» e non semplici utenti

Fin dall’inizio, l’Arcivescovo ha voluto rivolgere un ringraziamento diretto a tutti coloro che hanno risposto alla chiamata della missione digitale. «Grazie, cari amici, cari fratelli e sorelle, per il vostro impegno, sempre generoso, e non sempre facile […]. [Siete] Apostoli dei tempi odierni, navigatori dello spirito, esploratori del continente digitale». Un’immagine bellissima, che libera gli evangelizzatori digitali dall’idea di essere semplici operatori o esecutori e restituisce l’identità di evangelizzatori creativi e profeti nella rete.
Il mandato che si è celebrato non è stato un gesto simbolico o meramente liturgico, ma un ritorno all’essenziale: camminare con Maria e portare Cristo, come lei ha fatto, dentro la storia.

 

parrocchia san bernardino molfetta - giubileo missionari digitali influencer cattolici 2025 - mandato internazionale missione digitaleCristo al centro

L’Arcivescovo ha argomentato il suo intervento omiletico su quattro “punti cardinali” del servizio digitale. Il primo è stato netto e chiarissimo: «Il centro è sempre, sempre Cristo, non siamo noi». E ha aggiunto, con una nota teologica e spirituale di grande forza, che «il compito è quello di cercare followers non per noi, ma per Cristo […]. L’influencer cristiano prega, medita la Sacra Scrittura, diventa vero amico del Signore».
Non si tratta di essere esperti di strumenti, ma innamorati del Vangelo, perché «solo se si porta Cristo nel cuore possiamo testimoniarlo nella vita». Nel tempo della sovraesposizione personale e dell’egocentrismo digitale, questa parola è un invito radicale all’umiltà come attitudine.

 

Comunione come dovere

Il secondo punto riguarda la comunione, da vivere come compito quotidiano e stile pastorale:
«L’unità con Cristo porta la Vergine Maria all’unità con il corpo di Cristo che è la Chiesa». È questa una frase che richiama la teologia paolina, ma anche l’urgenza di una Chiesa meno divisa e più fraterna, anche sui social. Mons. Marín ha citato le parole del Papa sul bisogno di abbattere le logiche di polarizzazione: «Offrire gentilezza, mai aggressività; accoglienza, mai discriminazione; fraternità, mai odio».
Per l’Arcivescovo, la rete può essere spazio di riconciliazione e non di scontro: «Dobbiamo superare la triste ideologizzazione e mettere in luce la centralità dell’amore».

 

Dinamismo come stile

Il terzo punto è una chiamata a non restare fermi, a non essere mai rassegnati né abitudinari: «Il cristiano pensa in grande e guarda alto e lontano. Così ha fatto Maria dopo l’Annunciazione e prima della Pentecoste». È un riferimento sottile, ma preciso al tempo della missione tra due eventi di rivelazione, in cui Maria diventa figura della Chiesa in uscita. L’Arcivescovo ha poi ribadito che «bisogna andare sempre oltre le paure, le routine, il conformismo» nel proprio servizio di evangelizzazione digitale. Evangelizzare, per altro, non è un’attività neutra, ma una risposta a un mandato, che nasce dall’ascolto dello Spirito: «La verità non è un’idea o una strategia, ma una persona viva, l’unica che ci riempie di luce e ci dà senso».

 

parrocchia san bernardino molfetta - giubileo missionari digitali influencer cattolici 2025 - mandato internazionale missione digitale Creatività come sfida

Il quarto punto, forse quello più “tecnico”, ma anche più profondo, è legato alla creatività: «Certo, bisogna leggere i segni di questi tempi, aprirci ai nuovi linguaggi, nuove presenze, nuove realtà, [ma] mai ripetere ricette scadute». Non si tratta, dunque, di inseguire le mode digitali, ma di trovare forme nuove per dire l’eterno.
La missione digitale non può essere ripetitiva o sterile. È una chiamata alla vitalità, all’entusiasmo, alla gioia del Vangelo: «Mai conformarci, abituandoci alla mediocrità: il mondo ha bisogno dell’entusiasmo di Cristo. Dobbiamo portarlo noi».

 

All’avanguardia della Chiesa, con Maria

Mons. Marín ha, poi, concluso con una delle affermazioni più forti dell’intero Giubileo: «Siamo stati invitati a qualcosa di più grande che stare nella rete. […] Siamo stati chiamati a evangelizzare il mondo intero. […] Influencer, missionari digitali, siate sempre all’avanguardia della Chiesa». È un’affermazione che non esalta il protagonismo, ma sottolinea una responsabilità ecclesiale: essere ponte tra la Chiesa e il mondo.
Infine, l’affidamento alla Madonna: «Maria Santissima, donna forte e tenera, attenta e serena, mite e coraggiosa, ci guidi su questa strada piena di speranza […]. A lei ci consacriamo».
È lei, ancora una volta, la vera influencer di Dio. E a lei che i missionari digitali sono chiamati ad assomigliare. Nel cuore, nei gesti, nelle parole.

 

A cura di Marcello la Forgia
Responsabile Equipe parrocchiale delle Comunicazioni

 

Scarica il pdf che contiene gli interventi e le omelie del Giubileo dei Missionari digitali e Influencere Cattolici.

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