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Giubileo dei Missionari digitali, “Conversatorio en Vivo” in Argentina

parrocchia san bernardino molfetta - locandina manifesto conversazione dal vivo giubileo missionari digitali Comisión Episcopal de Comunicación Social Argentina Ci sono eventi che si concludono nel tempo e altri che si dilatano nella memoria e nelle coscienze, diventando fermento vivo. Il Giubileo dei Missionari Digitali e degli Influencer Cattolici, celebrato a Roma alla fine di luglio, ha lasciato un’impronta profonda nei cuori di chi vi ha partecipato in presenza o da lontano. E proprio in continuità con quell’esperienza, l’11 settembre si è svolto un incontro significativo, trasmesso in diretta dalla piattaforma Fratelli Tutti della Conferenza Episcopale Argentina: un Conversatorio en Vivo che ha raccolto testimonianze, riflessioni e risonanze di chi ha vissuto quel tempo di grazia (per maggiori informazioni, visitare la piattaforma argentina Fratelli Tutti su comunicacionsocialcea.org.ar/it).
Si è scelto di tornare a scrivere e riflettere su questi contenuti perché, come Parrocchia San Bernardino, si avverte forte il desiderio di restare in cammino anche si questa strada. L’Equipe delle Comunicazioni Sociali, unica rappresentante della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi presente al Giubileo, ha vissuto quei giorni come un mandato per raccontare, con fedeltà e coraggio, la bellezza di un servizio ecclesiale che oggi prende la forma della missione digitale.

 

Un nuovo continente da evangelizzare

La rete non è semplicemente uno strumento, è un ambiente, un «nuovo continente», come ha ricordato Mons. Lucio Ruiz, segretario del Dicastero per la Comunicazione, durante il suo intervento nel “Conversatorio en Vivo”: «Oggi viviamo in una cultura in cui la dimensione tecnologica è presente in quasi ogni cosa» e, per questo, «la Chiesa apre questa nuova pagina missionaria che si aggiunge a tutti gli altri capitoli della sua storia». È una pagina che non si scrive con tecnicismi o con strategie, ma con la passione del Vangelo e l’intelligenza della fede.

 

Non conquistare, ma abitare

parrocchia san bernardino molfetta - locandina manifesto conversazione dal vivo giubileo missionari digitali Comisión Episcopal de Comunicación Social ArgentinaLa vera sfida – è stato ribadito più volte – non è colonizzare il digitale, ma abitarlo evangelicamente. Padre Pablo Savoia, presbitero della diocesi di San Martin ed evangelizzatore digitale -, che ha condotto tutto l’incontro, ha affermato con chiarezza che «il digitale non è un luogo da colonizzare, ma uno spazio da custodire con amore evangelico, dove far germogliare relazioni autentiche». «Evangelizzare non è semplicemente pubblicare contenuti – ha aggiunto -. È cercare la carne sofferente di Cristo nel volto di chi ci legge, ci ascolta, ci scrive». In queste parole c’è una svolta culturale: si passa dal “cosa comunico” al “a chi mi rivolgo, dunque si passa dal contenuto alla relazione, dalla prestazione alla presenza.

 

Esperienze che parlano

E proprio la presenza è stata il cuore di molte testimonianze, a partire da quelle di Agustín, Agustina, Juan Camilo e Verónica, con giovani, sacerdoti e consacrati, catechisti e comunicatori. Tutti connessi da un’esperienza di Chiesa che ha ridato fiato alla speranza. «Mi sono sentito parte di qualcosa di grande, non solo di un evento, ma di una comunità viva che mi sostiene», ha ribadito Agustín. E Agustina, parlando dei giorni di Roma, ha confidato che «ho capito che non sono sola», ma «ci sono altri che credono che i social non siano solo rumore, ma possibilità di annuncio». Veronica, madre e missionaria, ha affermato che «il digitale mi ha dato voce, il Giubileo mi ha dato volto».
Queste parole raccontano ciò che la pastorale mediale dovrebbe sempre custodire, ovvero l’umano, perché se è vero che la rete può diventare una “trappola”, è altrettanto vero che può trasformarsi in «una rete di relazioni, di amore, di condivisione gratuita, dove l’amicizia è profonda e autentica». Non è un’utopia, è un’opera da costruire ogni giorno, tessendo legami, ascoltando ferite, accendendo desideri.

 

Non per sé, ma per Cristo

Il missionario digitale non è un influencer solitario in cerca di visibilità, ma è parte di un corpo, di un popolo, di una Chiesa che cammina e che invia. «Non siamo influencer per noi stessi. Il centro è Cristo», ha ricordato ancora Mons. Ruiz. E per questo ogni like può diventare un “amen”, ogni commento un invito all’incontro, ogni contenuto una carezza di misericordia. Il digitale, se abitato con lo stile del Vangelo, può farsi sacramento di prossimità.
Questo Giubileo ha lasciato che emergesse una parola: corresponsabilità. L’auspicio è che questo tempo, fatto di conversazioni online, incontri ecclesiali e testimonianze, possa generare nuovi processi, nuove alleanze è nuovi linguaggi perché non i missionari digitali, le associazioni, le Parrocchie, le Diocesi non sono chiamati a conquistare spazi, ma a generare vita. E la rete, anche oggi, può diventare il luogo in cui la Chiesa annuncia, accompagna, guarisce, consola.

 

A cura di Marcello la Forgia
Responsabile Equipe parrocchiale delle Comunicazioni

 

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