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La ricerca di senso dei giovani: desiderio di autenticità, spiritualità e comunità.

parrocchia san bernardino molfetta - attualità pastorale giovani ricerca senso autenticità orientamento I giovani sono la mia passione. È per loro che ho desiderato entrare e rimanere su Instagram. Per incontrare loro, le loro domande, il loro mondo. Per imparare da loro, per offrire loro uno spazio, una possibilità per parlare di cose di cui spesso non hanno nessuno con cui parlare. Eppure sono domande, a volte che non hanno ancora nemmeno le parole, che gridano dentro. Per me la “scoperta” di quella che nella Chiesa chiamiamo vocazione, è arrivata come la scoperta delle parole, la scoperta di un posto in cui quelle parole avrebbero trovato spazio. Leggendo a 14 anni l’autobiografia di Teresa di Lisieux, quello che avevo dentro in modo confuso ha trovato parole e così ha preso forma. Il resto è nato da lì.

E io vorrei che ogni persona, ogni ragazzo, ogni ragazza avesse quest’occasione: di trovare delle parole e uno spazio. Perché tutta quella ricchezza che porta dentro possa venire alla luce, trovando una forma possibile e il più possibile adeguata a dire la sua unicità. Perché esista un posto dove darsi il permesso di provare a lasciarla emergere, anche se è diversa da quello che la società si aspetta e propone. Perché tutti siamo diversi, ciascuno è diverso e a ciascuno è affidata una luce unica da donare a sé stesso e al mondo. Ma ciascuno ha bisogno come di “ostetriche dell’anima”, come la chiamava Etty Hillesum, persone che ci aiutino a nascere. E ogni volta a ri-nascere, perché non si fa una volta sola nella vita.
Io nei giovani leggo questo desiderio, questa sofferenza a volte: il desiderio e la fatica di nascere, la ricerca di qualcuno che li aiuti a farlo. Senza giudizio, senza sostituirsi a loro neanche quando magari te lo chiedono, qualcuno che ci sia e resti.

E questa non è spiritualità? Non è quello che chiedeva Gesù a Nicodemo? Ri-nascere per poter vedere il Regno. Ri-nascere per diventare quello che sono, che siamo chiamati ad essere, ri-nascere ogni volta per seguire quel Soffio che ci chiama sempre oltre e che solo basta. I giovani ce lo ricordano: non si può vivere senza questo. A volte invece li, incontriamo, già così feriti da averci come rinunciato. Eppure anche questa tristezza, questa angoscia parlano, a modo loro urlano che tutto il resto non basta se non c’è un senso, se non c’è possibilità di nascere, venire alla luce, dare luce, essere la luce che siamo chiamati ad essere.

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A cura di suor Maria Cecilia Clio
Suora Carmelitana Scalza del Convento di Piacenza

Profilo Facebook: srMCeciliaCarmelitane Scalze Piacenza
Instagram: cecilia_clio_borgoni

 

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