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Convegno diocesano, “La Chiesa del noi in cammino”: conversione, corresponsabilità e profezia

parrocchia san bernardino molfetta - convegno pastorale diocesano chiesa noi cammino documento sintesi sinodo lievito pace e speranza 2026Come si costruisce una Chiesa capace di parlare al mondo di oggi senza perdere la propria identità? Come si passa da una fede vissuta individualmente a una comunità che cammina davvero insieme? E quale ruolo sono chiamati a svolgere i laici in questo processo?

Sono alcune delle domande che hanno attraversato il Convegno Pastorale Diocesano “La Chiesa del noi in cammino”, promosso dalla Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali, tenutosi nella Parrocchia Cuore Immacolato di Maria. L’incontro ha rappresentato uno dei momenti conclusivi dell’anno pastorale diocesano e ha offerto un’importante occasione di approfondimento del Documento conclusivo del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, “Lievito di Pace e di Speranza”, approvato dall’Assemblea Sinodale il 25 ottobre 2025 e oggi disponibile anche per la consultazione e il download attraverso il sito della Conferenza Episcopale Italiana.

Si tratta di un testo particolarmente significativo perché raccoglie il lavoro, le riflessioni e le prospettive maturate lungo l’intero percorso sinodale della Chiesa italiana, offrendo orientamenti concreti per il rinnovamento pastorale delle comunità nei prossimi anni. Proprio per la sua rilevanza ecclesiale e pastorale, il documento è stato assunto come riferimento anche dalla nostra Parrocchia nella scrittura dei testi e delle riflessione del percorso delle Catechesi di Quaresima 2026 (pubblicate anche in un libro), proponendo alla comunità una riflessione sui temi della conversione, della corresponsabilità, della ministerialità laicale e della missione.

Ad accompagnare il confronto, introdotto dal dott. Ferri Cormio, Segretario della Consulta delle Aggregazioni laicali diocesana, sono stati l’intervento della biblista prof.ssa Rosanna Virgili e le considerazioni conclusive del Vescovo Mons. Domenico Basile, che hanno aiutato i presenti a rileggere il presente e il futuro della Chiesa alla luce delle sfide, delle provocazioni e delle opportunità aperte dal percorso sinodale.

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parrocchia san bernardino molfetta - convegno pastorale diocesano chiesa noi cammino documento sintesi sinodo lievito pace e speranza 2026Una Chiesa che si lascia trasformare dal Vangelo

Nel suo intervento, la prof.ssa Rosanna Virgili ha scelto di partire dalla parola “lievito“, contenuta nel titolo del Documento, ma anche una delle immagini più significative utilizzate da Gesù per descrivere il Regno di Dio (Mt 13,33). Un’immagine apparentemente semplice, quasi domestica, che racchiude una profonda prospettiva ecclesiale: il lievito, infatti, non agisce dall’esterno né impone la propria presenza con la forza, ma opera dall’interno della massa, trasformandola lentamente fino a modificarne completamente la consistenza. È il segno di un cambiamento discreto, ma radicale, che richiama, come ha evidenziato la prof.ssa Virgili, la trasformazione, il mutamento, la conversione e la rigenerazione.

A partire da questa immagine evangelica, la relatrice ha evidenziato come il Documento richiami con forza la necessità di un cambiamento di mentalità che coinvolga persone, comunità e strutture ecclesiali. La vera sfida non consiste semplicemente nell’introdurre nuove attività o nuove iniziative pastorali, ma nel lasciarsi trasformare dal Vangelo fino a rinnovare il modo di pensare, di abitare le relazioni e di vivere la missione.

In questa prospettiva si colloca anche una delle domande più provocatorie rivolte all’assemblea: «Dobbiamo chiederci, c’è l’odore del pane e della speranza nelle nostre comunità?». È questo, senza dubbio, un interrogativo che conduce al cuore stesso dell’identità ecclesiale: il pane richiama certamente l’Eucaristia, fonte e culmine della vita cristiana, ma richiama anche una comunità che sa nutrire, accogliere, condividere e prendersi cura dell’altro. Per questo, la prof.ssa Virgili ha affermato che «dobbiamo mangiare il Vangelo, condividerlo e spezzarlo con e per gli altri», ricordando che l’annuncio cristiano non può essere separato dall’esperienza concreta della fraternità.

Solo una comunità che vive al proprio interno relazioni autentiche, che sa farsi casa accogliente e luogo di speranza per chi la abita, può diventare realmente missionaria verso l’esterno e raggiungere quelle periferie umane ed esistenziali che Papa Francesco ha più volte indicato come orizzonte privilegiato dell’evangelizzazione. La missione ad extra, infatti, trova la sua credibilità nella qualità della vita comunitaria ad intra: prima ancora di essere chiamata a parlare del Vangelo, la Chiesa è chiamata a renderlo visibile attraverso il proprio modo di vivere, di accogliere e di camminare insieme.

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parrocchia san bernardino molfetta - convegno pastorale diocesano chiesa noi cammino documento sintesi sinodo lievito pace e speranza 2026Conversione, formazione e profezia: il cambiamento che il Vangelo chiede alla Chiesa

Tra i passaggi più significativi dell’intervento della prof.ssa Rosanna Virgili vi è stata la riflessione sul numero 13 del Documento Sinodale (immagine a lato), che individua nella conversione comunitaria, personale e strutturale una delle condizioni indispensabili per il rinnovamento della vita ecclesiale. Non si tratta di apportare semplici correzioni organizzative o di aggiornare alcune attività pastorali, ma di lasciarsi interrogare dal Vangelo fino a rivedere criteri, linguaggi, priorità e modalità attraverso cui la comunità cristiana vive e testimonia la propria missione.

Riprendendo l’invito di Papa Francesco a entrare in uno stato permanente di conversione pastorale e missionaria, la relatrice ha evidenziato come una Chiesa fedele al Vangelo non possa limitarsi a conservare ciò che esiste o ad amministrare l’ordinario. Il Documento, sempre considerando quanto indicando nel numero 13, richiama con forza la necessità di un rinnovamento condiviso delle categorie di pensiero e degli stili di vita ecclesiali, capace di tradursi in scelte coraggiose, pratiche concrete e strutture realmente orientate all’annuncio del Vangelo. È questa, dunque, la prospettiva di una conversione che, come ricorda lo stesso testo sinodale citando l’Evangelii Gaudium, «non può lasciare le cose come stanno», perché la missione richiede comunità capaci di interrogarsi continuamente sulla propria fedeltà al mandato ricevuto da Cristo.

In questo processo, un ruolo decisivo è affidato alla formazione dei laici e alla riscoperta della centralità della Parola di Dio. La corresponsabilità ecclesiale, infatti, non può fondarsi soltanto sulla buona volontà o sulla disponibilità al servizio, ma richiede una fede matura, nutrita dall’ascolto della Scrittura e da una conoscenza autentica del Vangelo. Con particolare incisività, la prof.ssa Virgili ha richiamato due affermazioni che hanno segnato la riflessione dell’assemblea: «Non possiamo violentare la Parola di Dio» e «Non ci è permesso di essere ignoranti della Parola». Il Vangelo non può mai essere piegato alle sensibilità personali, alle convenienze del momento o a interpretazioni superficiali, ma deve essere accolto, studiato, meditato e vissuto all’interno della tradizione ecclesiale.

Solo una comunità che si lascia formare dalla Parola può evitare il rischio dell’autoreferenzialità, discernere con sapienza le sfide del presente e generare processi autentici di rinnovamento. In effetti, la conversione auspicata dal Cammino sinodale non riguarda soltanto le strutture o l’organizzazione pastorale, ma coinvolge anzitutto il cuore dei credenti, chiamati a diventare discepoli sempre più consapevoli e testimoni credibili del Vangelo nella vita quotidiana.

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.parrocchia san bernardino molfetta - convegno pastorale diocesano chiesa noi cammino documento sintesi sinodo lievito pace e speranza 2026.

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Carismi, ministeri e corresponsabilità

Altra prospettiva stimolante è stata la riflessione sul rapporto tra comunione, corresponsabilità e ministerialità. Partendo dall’immagine del lievito, la relatrice ha evidenziato come ogni autentico processo ecclesiale sia chiamato a generare vita, evitando il rischio di ripiegarsi sulla semplice conservazione di ciò che già esiste. «Cosa vogliamo costruire?», è stato l’interrogativo che la prof.ssa Virgili ha posto all’assemblea, un interrogativo che invita le comunità a verificare se il proprio impegno sia orientato principalmente all’autoconservazione oppure alla capacità di generare percorsi nuovi di fede, partecipazione e missione.

La Chiesa è stata descritta come «una casa aperta sempre in lievitazione, senza mura di separazione», partendo proprio dall’origine etimologia della parola “parrocchia” – dal greco antico paroikía, composto da pará (vicino, presso) e oikía (casa, abitazione), letteralmente significa “abitare vicino” o “comunità di forestieri che risiedono nei pressi” -, dunque una realtà che cresce attraverso l’incontro, la collaborazione e la condivisione delle responsabilità. La comunione tra parrocchie, aggregazioni, associazioni e organismi ecclesiali non rappresenta soltanto una scelta organizzativa, ma una dimensione costitutiva della vita ecclesiale, perché la missione non può essere sostenuta da realtà isolate o autosufficienti: infatti, una comunità realmente generativa è quella che sa aprirsi, creare relazioni e costruire alleanze pastorali, riconoscendo che la ricchezza della Chiesa nasce dalla convergenza di esperienze, sensibilità e vocazioni differenti.

parrocchia san bernardino molfetta - convegno pastorale diocesano chiesa noi cammino documento sintesi sinodo lievito pace e speranza 2026Proprio in questo contesto, la prof.ssa Virgili ha inserito il riferimento al riconoscimento dei carismi e sullo sviluppo della ministerialità laicale. Richiamando la Prima Lettera ai Corinzi e il numero 72 del Documento di sintesi (nell’immagine laterale), la relatrice ha ricordato che lo Spirito Santo continua a suscitare doni diversi all’interno del Popolo di Dio e che la Chiesa è chiamata a discernere, accompagnare e valorizzare tali doni affinché possano diventare risorsa per la missione. «La misura dei carismi è lo Spirito Santo» e, proprio per questo, «la Chiesa ha il compito di riconoscerli», anche se non si tratta semplicemente di distribuire incarichi o funzioni, ma di aiutare ogni battezzato a scoprire il proprio contributo specifico alla costruzione della comunità.

Da questa consapevolezza nasce anche l’invito a promuovere una più ampia cultura della corresponsabilità, capace di valorizzare i ministeri istituiti e, al tempo stesso, nuove forme di servizio legate all’accoglienza, all’accompagnamento, alla comunicazione, alla cultura e alla presenza nel territorio. I carismi, infatti, producono frutto solo quando entrano in relazione tra loro e si mettono reciprocamente a servizio del bene comune. Per altro, la relatrice ha ricordato che «dobbiamo essere una cosa sola, un solo corpo, che non vuol dire essere uguali o omologati», in quanto l’unità ecclesiale non nasce dall’uniformità, ma dalla capacità di armonizzare differenze, competenze e vocazioni diverse, trasformandole in una rete di relazioni feconde al servizio dell’annuncio del Vangelo.

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Il rilancio del Vescovo: fraternità, conversione e ministerialità

Nelle conclusioni del Convegno Pastorale Diocesano, Mons. Domenico Basile ha rilanciato alcune delle intuizioni emerse durante il confronto, indicando piste concrete per il cammino della Chiesa locale. Al centro del suo intervento è risuonata la parola rigenerazione, strettamente legata alla fraternità, ricordando che ogni autentico rinnovamento ecclesiale nasce, infatti, dalla qualità delle relazioni e dalla capacità delle comunità di costruire legami di fiducia, prossimità e corresponsabilità.

Il Vescovo ha, inoltre, richiamato il tema della conversione strutturale, intesa come un cambiamento del modo stesso di essere Chiesa. Il Cammino sinodale invita le comunità a verificare stili e priorità, affinché tutto sia orientato all’annuncio del Vangelo e alla cura delle persone, superando ogni forma di autoreferenzialità.

Il Convegno si è così configurato non solo come conclusione dell’anno pastorale, ma come una prima consegna per il futuro: la sfida è costruire una Chiesa capace di generare fraternità, favorire la partecipazione e lasciarsi continuamente rinnovare dal Vangelo, diventando segno credibile di speranza per il territorio e per le persone che incontra.

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A cura di Marcello la Forgia
Responsabile PasCom Parrocchia San Bernardino

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