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61.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: il tema scelto da Papa Leone XIV

parrocchia san bernardino molfetta - messaggio papa leone XIV 61 giornata delle comunciazioni sociali annuncio tema era clickbait 2026«Uno sguardo nuovo: prestare attenzione nell’era del clickbait» è il tema che Papa Leone XIV ha scelto per la 61.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà nel 2027. Un tema che entra direttamente nelle dinamiche dell’attuale ecosistema digitale, dominato dalla velocità dei contenuti, dalla competizione per la visibilità e da quella che viene ormai definita “economia dell’attenzione”, in cui ogni titolo, immagine o video compete per conquistare pochi secondi dello sguardo dell’utente.

Nel comunicato diffuso il 29 settembre dal Dicastero per la Comunicazione (leggi il comunicato), il Santo Padre propone di rovesciare questa prospettiva: anziché domandarci continuamente come catturare l’attenzione, siamo chiamati a imparare nuovamente a prestare attenzione. dunque, non si tratta soltanto di una diversa strategia comunicativa, ma di una conversione dello sguardo che riguarda il modo in cui osserviamo la realtà, incontriamo le persone e abitiamo gli ambienti digitali.

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Dalla cattura dell’attenzione alla cura dello sguardo

Il punto di partenza indicato dal comunicato è una trasformazione che sperimentiamo quotidianamente. Il flusso rapido e pressoché interminabile di contenuti non modifica soltanto le nostre abitudini di consumo mediale, ma incide sulle capacità cognitive e sulla profondità delle relazioni. Alla sovrabbondanza delle informazioni rischia, infatti, di corrispondere una progressiva diminuzione della capacità di sostare, ascoltare, comprendere e incontrare realmente l’altro.

È in questo contesto che acquista significato l’espressione scelta da Leone XIV: «uno sguardo nuovo». Il comunicato parla esplicitamente di una «conversione dello sguardo», con cui imparare a guardare il mondo, gli altri e noi stessi come Cristo ci guarda: persone chiamate per nome e amate. La comunicazione cristiana cambia, dunque, quando lo sguardo smette di ridurre l’altro a una categoria, a un bersaglio o a una reazione e sceglie, invece, di incontrarlo.

La questione del clickbait, per altro, va letta dentro questa prospettiva più ampia perché non riguarda soltanto titoli costruiti per ottenere un clic, ma una cultura comunicativa che può premiare l’immediatezza, la semplificazione e la reazione emotiva a discapito della comprensione. Il rischio è abituarsi a giudicare prima di conoscere, rispondere prima di ascoltare, classificare prima di incontrare. Per questo, il comunicato della Santa Sede recupera persino l’etimologia della parola attenzione (ad-tendere): protendersi verso l’altro e verso il vero. Prestare attenzione diventa così una forma di generosità e, nella prospettiva cristiana, assume come riferimento lo sguardo di Gesù, capace di vedere e di lasciarsi toccare dalle persone incontrate.

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Una continuità nel Magistero sulla comunicazione

Il tema scelto per il 2027 appare in forte continuità con il percorso sviluppato da Leone XIV nella 60.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (leggi il Messaggio del 2026). In quel Messaggio, il Papa aveva posto al centro l’irripetibilità della persona, ricordando che volto e voce sono elementi costitutivi dell’incontro e chiedendo che l’innovazione tecnologica rimanga orientata alla dignità umana. Aveva, inoltre, insistito sulla necessità di una nuova alfabetizzazione digitale, capace di comprendere il funzionamento degli algoritmi, i criteri che determinano la presenza dei contenuti nei nostri feed e i modelli economici sottostanti all’ecosistema dell’intelligenza artificiale.

Si può riconoscere, inoltre, una continuità con il Magistero di Papa Francesco, che negli anni precedenti aveva progressivamente spostato la riflessione ecclesiale sulla comunicazione dalla semplice questione degli strumenti alla qualità delle relazioni, dell’ascolto, dell’incontro e della responsabilità nell’abitare l’ambiente digitale. Con Leone XIV questo percorso non viene interrotto, ma ulteriormente sviluppato: se nel 2026 l’accento era posto sulla necessità di custodire la persona dentro una comunicazione sempre più mediata dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, nel 2027 la riflessione sembra concentrarsi sulla disposizione interiore necessaria per incontrarla: imparare nuovamente a guardare.

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parrocchia san bernardino molfetta - messaggio papa leone XIV 61 giornata delle comunciazioni sociali annuncio tema era clickbait 2026Da Magnifica Humanitas alla necessità di un’“igiene dell’attenzione”

Il collegamento diventa ancora più evidente alla luce dell’Enciclica Magnifica Humanitas, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Nel documento Leone XIV affronta ampiamente il rapporto tra piattaforme, algoritmi, verità, libertà e formazione, osservando come i contenuti digitali contribuiscano ormai a formare la percezione della realtà e l’immaginario collettivo.

L’Enciclica richiama la necessità di un’ecologia della comunicazione, fondata sulla trasparenza, sul pensiero critico, sulla verifica dei fatti e su una nuova responsabilità educativa, analizzando anche l’economia digitale dell’attenzione, mettendo in guardia dai modelli progettati per trattenere continuamente lo sguardo degli utenti e trasformarne fragilità e tempo in risorse economiche. Non sorprende, quindi, che il comunicato relativo alla Giornata del 2027 richiami esplicitamente Magnifica Humanitas parlando della necessità di recuperare una «igiene dell’attenzione». Il problema non consiste nel rifiutare il digitale, ma nell’imparare ad abitarlo senza permettere che le sue logiche determinino automaticamente il nostro modo di pensare, reagire e relazionarci.

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Una provocazione anche per chi evangelizza nel digitale

Il tema scelto da Leone XIV interpella direttamente anche la missione digitale. Se l’ambiente digitale è un autentico spazio di presenza missionaria, infatti, i cristiani che lo abitano non possono limitarsi a produrre contenuti religiosi, ma devono interrogarsi sul modo in cui comunicano e sulle logiche alle quali scelgono di conformarsi. Per altro, la questione diventa particolarmente delicata quando le dinamiche proprie delle piattaforme entrano nella comunicazione ecclesiale: visualizzazioni, reazioni, condivisioni e crescita dei follower possono offrire indicazioni utili, ma non possono diventare il criterio ultimo dell’evangelizzazione. Il Vangelo non può essere adattato alla ricerca permanente del consenso né ridotto a formule costruite esclusivamente per ottenere una reazione.

La sfida per evangelizzatori digitali, Parrocchie, Diocesi e realtà ecclesiali sarà quella di imparare a utilizzare consapevolmente i linguaggi contemporanei senza esserne assorbiti. Anzi, sarà necessario anche saper costruire contenuti capaci di attirare interesse senza manipolare e di semplificare senza impoverire, utilizzando creatività e competenze comunicative senza trasformare le persone in numeri da conquistare.

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parrocchia san bernardino molfetta - messaggio papa leone XIV 61 giornata delle comunciazioni sociali annuncio tema era clickbait 2026La presenza cristiana online come esercizio dello sguardo di Cristo

I tema della 61.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali ci permette anche di ripensare la presenza cristiana negli ambienti digitali. Abitare la rete da credenti, infatti, non significa soltanto diffondere contenuti di carattere religioso, ma assumere uno stile comunicativo in cui il Vangelo diventi riconoscibile anche nel modo di guardare, ascoltare e incontrare l’altro.

In un ecosistema costruito sempre più per attirare, trattenere e monetizzare l’attenzione, la presenza cristiana può introdurre una logica differente, ovvero quella di un’attenzione che non considera la persona come destinatario da raggiungere, profilo da coinvolgere o numero da incrementare, ma come volto da riconoscere e storia da accogliere. È questa, tra l’altro, una prospettiva che interpella profondamente anche la missione digitale, perché chiede di coniugare competenza comunicativa e autenticità evangelica, senza subordinare l’annuncio alle dinamiche della visibilità e del consenso.

Il tema della prossima Giornata delle Comunicazioni ci esorta a riflettere non solo su ciò che comunichiamo, ma soprattutto su come scegliamo di essere presenti, in quanto nell’era del clickbait testimoniare Cristo può significare anche restituire valore al tempo dell’ascolto, alla profondità delle relazioni e alla cura delle parole, imparando a riconoscere la persona oltre il dato e l’interazione oltre la performance.

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Marcello la Forgia
Responsabile Equipe Comunicazioni Sociali parrocchiale

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