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“Testimone dell’Amore”: presentato il libro dell’oratorio sacro su don Tonino Bello

parrocchia san bernardino molfetta - oratorio sacro don tonino testimone dell'amore il volto di don tonino 2026 Ci sono parole che continuano a interrogare la storia e che, affidate a nuovilinguaggi, possono raggiungere persone e generazioni diverse. Da questa intuizione è nato il libro “Testimone dell’Amore. Il volto di don Tonino Bello”, l’oratorio sacro per voci recitanti, soli, coro e orchestra composto dal Maestro Nicola Petruzzella, ora raccolto nell’omonimo volume pubblicato da edizioni la meridiana.

Il libro è stato presentato ieri al Museo Diocesano di Molfetta, restituendo la genesi di un progetto in cui parola, musica e ricerca artistica si incontrano attorno alla figura e al pensiero del Venerabile don Tonino Bello. Alla base dell’opera ci sono i suoi testi, insieme a quelli di don Michele Amorosini (il secondo nella foto, a partire da sinistra) mentre la composizione musicale è di Petruzzella. La pubblicazione nasce dopo la prima esecuzione dell’oratorio nel 2025 e permette oggi alla partitura di raggiungere altri musicisti e, attraverso nuove rappresentazioni, continuare a far conoscere don Tonino.

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Dalle parole di don Tonino a un’opera da consegnare ad altri

parrocchia san bernardino molfetta - oratorio sacro don tonino testimone dell'amore il volto di don tonino 2026Il percorso è nato da una proposta di Petruzzella, su cui don Michele Amorosini ha lavorato selezionando alcuni testi di don Tonino, rielaborandoli dove necessario e integrandoli nei passaggi che richiedevano un raccordo. Ricordando la figura del Vescovo di Molfetta, don Michele Amorosini ha spiegato che avrebbe «voluto sempre fare qualcosa per lui», consapevole che «questa opera sia un omaggio per lui». È questa l’intenzione che chiarisce anche il significato della pubblicazione: «Questo libro vuole celebrare questo pastore che ha arricchito la sua Chiesa».

La scelta di affidare l’oratorio a un volume amplia, inoltre, le possibilità aperte dalla prima rappresentazione: «Dopo la prima dello scorso anno si è pensato di pubblicare testi e partitura in un volume, che sicuramente potrà giungere nelle mani di altri musicisti – ha aggiunto don Michele – i quali, a loro volta, potranno anche rappresentarlo altrove e questo è anche un modo per far conoscere don Tonino». La partitura, dunque, diventa uno strumento cui l’opera può uscire dal contesto in cui è nata e trovare nuovi interpreti e nuovi pubblici.

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L’arte come linguaggio di evangelizzazione

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A soffermarsi sul rapporto tra la parola di don Tonino e il linguaggio artistico è stata la dott.ssa Elvira Zaccagnino (nella foto), direttrice della Casa Editrice La Meridiana, con cui il libro è stato pubblicato, che ha definito il progetto editoriale una novità anche per la stessa Casa Editrice. La forza dell’opera, tuttavia, risiede soprattutto «nella qualità di testi che possiedono già una propria capacità evocativa» perché «la musicalità della parola ti accompagna a vivere la profondità di don Tonino».

Come ha evidenziato la stessa dott.ssa Zaccagnino, il rapporto con la musica appare ancora più coerente considerando il valore che lo stesso don Tonino attribuiva all’arte come via di evangelizzazione. Nella “Preghiera a Cristo” affermava che «nella Babele dell’umanità, in cui si parlano lingue diverse, in cui riteniamo di dover evangelizzare gli altri al nostro messaggio di salvezza, il messaggio universale che ci rende discepoli gli uni degli altri è l’arte» e che «essa è in grado di parlare con tutti e di farci comprendere da tutti». La scelta dell’oratorio sacro assume, pertanto, un significato che supera la semplice trasposizione musicale: l’arte diventa il linguaggio attraverso cui un pensiero spirituale, ecclesiale e civile può continuare a comunicare, incontrando sensibilità differenti.

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Una musica pensata per accompagnare la profondità dei testi

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Il Maestro Nicola Scardicchio (nella foto), docente del Conservatorio di Bari, compositore e direttore d’orchestra, ha concentrato l’attenzione sul valore musicale dell’opera e sulla meticolosità con cui Petruzzella ha costruito la partitura, sottolineandone bellezza e piacevolezza all’ascolto. «Questa musica composta dal Maestro Petruzzella è fatta per essere ascoltata», ha osservato, evidenziando come i testi siano «carichi di contenuti straordinari, anche a livello civile, e anche musicati con la musica sacra adatta». Il rapporto tra parola e composizione permette così di collocare il messaggio di don Tonino dentro una dimensione capace di tenere insieme memoria e presente.

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Nove quadri per raccontare il volto di don Tonino

Il Maestro Nicola Petruzzella (nella foto), nel suo intervento conclusivo, ha ricondotto la nascita dell’oratorio a un momento preciso, ovvero successivamente al Decreto Pontificio di Veneraqbilità di don Tonino, che «non è stato solo un atto formale, ma una scossa che ci ha spinti a far sì che questo suo pensiero, talvolta scomodo, ma concreto, potesse concretizzarsi, con le parole e anche con la musica».

parrocchia san bernardino molfetta - oratorio sacro don tonino testimone dell'amore il volto di don tonino 2026Petruzzella ha poi spiegato la struttura dell’oratorio sacro, che privilegia un’atmosfera intima e si sviluppa attraverso nove quadri, costruiti intorno ad alcuni dei temi più cari a don Tonino. Il percorso attraversa la Santissima Trinità e il profilo biografico di Antonio Bello, dalla nascita alla nomina episcopale, per entrare poi nella visione della Chiesa del grembiule, chiamata a spogliarsi delle logiche del potere e a farsi prossima. Seguono lo sguardo rivolto agli ultimi, agli sfiduciati e agli sfrattati, la figura di Maria, presentata come “donna dei nostri giorni”, la pace, i giovani, portatori di speranza e bisognosi di autentico ascolto, la convivialità delle differenze e, a compimento dell’intero itinerario, il volto di Cristo, presentato come sposo dell’umanità.

Il ritratto che ne emerge non procede semplicemente attraverso una biografia, ma ricompone alcuni nuclei essenziali della spiritualità e dell’azione pastorale di don Tonino, affidandoli all’intreccio tra parola recitata, canto e musica.

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