
La Missione Giovani 2026 non è un evento isolato, né una parentesi celebrativa legata a un anniversario. È, piuttosto, un tempo di grazia che interpella la vita ordinaria delle comunità, un’esperienza ecclesiale che nasce dall’incontro e si nutre di relazioni, di ascolto reciproco e di condivisione concreta. Nel centenario di fondazione del Pontificio Seminario Regionale Pugliese “Pio XI”, la nostra Chiesa diocesana sceglie di non limitarsi al ricordo, ma di trasformare la memoria in cammino, portando i seminaristi dentro le Parrocchie, tra la gente, dove la fede si misura ogni giorno con la realtà.
Questo cammino inizierà sabato 31 gennaio con la Solenne Celebrazione Eucaristica in Cattedrale, presieduta dal Vescovo Mons. Domenico Cornacchia, durante la quale sarà conferito il mandato missionario, con la consegna della croce ai seminaristi e il loro affidamento alle comunità e alle famiglie ospitanti.
Per accompagnare tutti, passo dopo passo, ogni giorno comunicheremo sui nostri canali social e sul canale WhatsApp gli appuntamenti e gli eventi previsti, così da permettere a ciascuno di partecipare e sentirsi parte di questa esperienza di Chiesa....
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Fratelli e figli nel discernimento
Anche la nostra Parrocchia è chiamata a vivere in modo pieno e responsabile questo passaggio (a fianco la locandina con il calendario del programma, oppure scarica la brochure del programma). Accoglieremo due seminaristi non come ospiti occasionali, ma come fratelli e figli nel discernimento, futuri presbiteri che desiderano conoscere da vicino il volto concreto delle comunità cristiane: la loro articolazione e le dinamiche pastorali, le ricchezze, le fatiche e le domande che abitano il cuore delle persone. La Missione Giovani diventa così un’esperienza di reciproco apprendimento: i seminaristi imparano a leggere la vita parrocchiale dal di dentro, mentre la comunità è invitata a guardarsi con maggiore consapevolezza e verità.
Il cuore della Missione sarà scandito, anzitutto, dalla preghiera e dalle celebrazioni, perché ogni vocazione nasce dall’incontro con Cristo. Le celebrazioni eucaristiche, i momenti di adorazione, la preghiera per le vocazioni e l’affidamento delle famiglie e della comunità accompagneranno l’intera settimana, ricordandoci che la Chiesa vive e cresce solo se rimane radicata nel Vangelo.
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Una comunità che si racconta e si lascia interrogare
Accanto alla dimensione liturgica, la Missione Giovani sarà profondamente comunitaria. Gli incontri con i diversi gruppi parrocchiali – adulti, associazioni, confraternita, educatori, catechisti, giovani e famiglie, ecc. – non saranno semplici momenti di presentazione, ma occasioni di dialogo e di ascolto reciproco. Raccontare ciò che siamo, ciò che viviamo e ciò che ci interroga come comunità significa permettere ai seminaristi di confrontarsi con una Chiesa reale, fatta di persone, di storie, di percorsi diversi, chiamata ogni giorno a rinnovare il proprio slancio missionario.
Un aspetto particolarmente significativo della Missione sarà l’incontro dei seminaristi con i ragazzi e i giovani, anche al di fuori degli spazi ecclesiali. La presenza nelle scuole, il dialogo con gli studenti, il confronto diretto con chi spesso vive lontano dalla Chiesa rappresentano uno dei segni più forti di questa esperienza. Non si tratta di “convincere” o di fare proselitismo, ma di abitare i luoghi della vita, di offrire una testimonianza semplice e credibile, capace di suscitare domande, di “smuovere le acque”, di aprire spiragli di senso in chi forse non si sente più interpellato dalla proposta cristiana.
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Generare vocazioni: al sacerdozio e alla vita cristiana
La Missione Giovani ha anche un obiettivo chiaro e coraggioso, quello di generare nuove vocazioni non solo al sacerdozio, ma alla vita cristiana vissuta con responsabilità e dono di sé. Mostrare che la vocazione nasce dall’incontro, dalla relazione, dalla fiducia, significa aiutare ciascuno a interrogarsi sul proprio posto nella Chiesa e nel mondo: in questo senso, la presenza dei seminaristi diventa provocazione positiva per tutta la comunità, chiamata a riscoprirsi vocazionale, capace di accompagnare, sostenere e pregare.
Vivremo, dunque, giorni intensi, segnati da celebrazioni, incontri, momenti di fraternità e di vita condivisa, anche nella semplicità dei pasti e dell’accoglienza nelle famiglie, non come aggiunta straordinaria alla pastorale ordinaria, ma come occasione per rileggere ciò che già siamo alla luce del Vangelo e per rinnovare il desiderio di essere una comunità viva, aperta, missionaria.
La Missione Giovani 2026 ci chiede di non restare spettatori, ma di entrare in questo cammino con disponibilità e fiducia. È un invito rivolto a tutti: è quello di pregare, partecipare, accogliere, lasciarsi interrogare perché ogni vocazione nasce sempre da una comunità che sa farsi casa, grembo e sentiero di speranza.





