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Festa diocesana delle Famiglie, la comunicazione accogliente: linguaggio dell’amore e via di comunione

parrocchia san bernardino molfetta - festa diocesana famiglie 2025 altomonte comunicazione accogliente 2025 Una giornata di festa, di riflessione e di grazia ha riunito le famiglie della Diocesi presso la Parrocchia San Giuseppe di Molfetta per la Festa Diocesana delle Famiglie, che quest’anno ha avuto come tema “La comunicazione accogliente”. Un titolo semplice e profondo, che ha guidato l’intero incontro promosso dall’Ufficio Diocesano di Pastorale Familiare, diretto da don Raffaele Gramegna, e arricchito dalla presenza e dalle parole del prof. Alfredo Altomonte, psicologo e docente presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma.

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Il dono della parola come incontro

Nell’introduzione, don Raffaele Gramegna ha ricordato come la comunicazione, nelle relazioni familiari e comunitarie, non sia soltanto scambio di parole, ma atto d’amore e di ascolto reciproco. Ha, quindi, introdotto l’intervento del prof. Altomonte, invitando i presenti a lasciarsi guidare in un percorso di conoscenza e consapevolezza del proprio modo di comunicare, per riscoprire la bellezza di relazioni autentiche, fondate sul rispetto, sulla verità e sulla reciprocità.

Il prof. Altomonte, con uno stile chiaro e profondo, ha condotto i presenti in un viaggio dentro la dinamica del dialogo. Ha ricordato che «la comunicazione è efficace quando l’altro comprende davvero ciò che desideriamo trasmettere» e che essa non è soltanto parlare, ma incontrarsi. Comunicare, infatti, significa offrirsi all’altro, costruire ponti e non muri, riconoscere che ogni parola può costruire o distruggere, ferire o guarire.

Ha, poi, ripercorso i livelli della comunicazioneverbale, paraverbale e non verbale – sottolineando come il linguaggio delle parole, del tono e dei gesti debba essere coerente per esprimere autenticità, spiegando anche che i disturbi della comunicazione nascono quando questi livelli entrano in contraddizione, generando fraintendimenti e distanze emotive.

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parrocchia san bernardino molfetta - festa diocesana famiglie 2025 altomonte comunicazione accogliente 2025 Le dimensioni della comunicazione accogliente

Secondo il prof. Altomonte, “comunicare accoglienza” non significa semplicemente parlare con gentilezza o evitare il conflitto, ma scegliere di lasciare che l’altro esista davanti a me, così com’è, senza tentare di cambiarlo, giudicarlo o ridurlo alle mie categorie. È un esercizio di libertà interiore e di amore maturo, che chiede presenza, rispetto e disponibilità. Da questo atteggiamento nascono le quattro dimensioni fondamentali della comunicazione accogliente, che diventano le coordinate di un autentico dialogo di coppia e, più in generale, di ogni relazione umana.

L’ascolto è il primo linguaggio dell’amore. È il gesto con cui si dice all’altro: “Tu per me esisti”. Ascoltare davvero non significa semplicemente udire parole, ma entrare nel mondo dell’altro, lasciarsi toccare dalle sue emozioni e accoglierle senza fretta di interpretare o di rispondere. L’ascolto empatico è, come ricorda Amoris Laetitia (n. 136-138), la forma più alta di tenerezza, perché nasce dal desiderio di comprendere e non di giudicare: è silenzio abitato, presenza che accoglie. Chi ascolta con empatia rinuncia a primeggiare nella conversazione, sceglie di farsi spazio, di diventare dimora in cui l’altro può sostare senza paura. È così che la parola si trasforma in carezza e il silenzio diventa complicità profonda.

parrocchia san bernardino molfetta - festa diocesana famiglie 2025 altomonte comunicazione accogliente 2025 Non c’è comunicazione accogliente senza autenticità, che è la seconda dimensione: lL’altro non ha bisogno di parole perfette, ma di una presenza vera, coerente, leale. Essere sinceri non vuol dire dire tutto, ma parlare con trasparenza e rispetto, senza maschere né strategie difensive. Altomonte ha ricordato che una parola sincera è sempre un atto di amore, perché permette all’altro di sapere chi ha di fronte e di sentirsi al sicuro. La comunicazione accogliente, allora, si fonda sulla congruenza tra ciò che si dice e ciò che si vive: il tono della voce, lo sguardo, il gesto devono riflettere ciò che il cuore sente. Solo così si può costruire fiducia, che è la colonna portante di ogni legame.

La terza dimensione è il riconoscimento reciproco perché ogni essere umano ha bisogno di essere riconosciuto, di sentirsi visto e amato. È il bisogno di sapere che la propria esistenza conta per qualcuno, che le proprie parole e i propri silenzi trovano eco in un cuore accogliente. Il riconoscimento reciproco è la forma più matura della comunicazione, perché nasce dal rispetto profondo per l’identità dell’altro: non significa annullare le differenze, ma abbracciarle come ricchezza, vedere nell’altro non un riflesso di sé, ma un dono irripetibile. Nella coppia, nel gruppo, nella comunità, riconoscere l’altro vuol dire dirgli con la vita: “Tu sei importante per me, così come sei”.

Peraltro, Altomonte ha ricordato che l’amore accogliente è sempre libero e non possessivo. Comunicare davvero significa lasciare spazio all’altro, concedergli il diritto di essere se stesso, anche quando non corrisponde alle nostre aspettative. La libertà interiore è la capacità di accettare che l’altro non è mio, ma un mistero da contemplare e custodire. In questo spazio di libertà, trova posto la via del silenzio, che non è assenza di parole ma presenza piena: il silenzio è il grembo in cui la comprensione reciproca nasce e cresce. È in questo spazio che la parola diventa preghiera e la relazione si trasforma in comunione.

Da queste quattro dimensioni nasce un modo nuovo di vivere le relazioni: un amore accogliente, paziente e fecondo, che non pretende ma accompagna, che non domina ma serve, che non si chiude ma genera vita. In fondo, come ha ricordato il relatore, ogni atto di comunicazione autentica è un piccolo sacramento di Dio, un segno visibile del Suo amore invisibile che continua a parlarsi nel cuore dell’uomo.

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parrocchia san bernardino molfetta - festa diocesana famiglie 2025 altomonte comunicazione accogliente 2025 L’amore accogliente: libertà, tenerezza e fedeltà quotidiana

Nel cuore della riflessione del prof. Altomonte, l’amore accogliente è stato descritto come una via di libertà e di maturità spirituale, un cammino in cui la relazione diventa luogo sacro in cui Dio continua a parlare attraverso l’altro. La crisi, in questa prospettiva, non è una frattura, ma un tempo di discernimento: è il momento in cui la coppia, la famiglia o la comunità sono chiamate a conoscersi più a fondo, a rivedere le proprie dinamiche e a riscoprire ciò che conta davvero. È un’occasione per tornare all’essenziale, per integrare le differenze non come ostacoli, ma come ricchezze da abitare insieme. Come ricorda Amoris Laetitia, la crisi può diventare un laboratorio di rinascita, in cui la ferita si trasforma in feritoia di luce e l’amore si fa più vero perché più consapevole.

parrocchia san bernardino molfetta - festa diocesana famiglie 2025 altomonte comunicazione accogliente 2025 Tuttavia, l’amore accogliente non vive solo di prove, ma anche di leggerezza e gioia. Il tempo del gioco e dell’allegria, ha sottolineato Altomonte, è essenziale nella vita di coppia e familiare: è il linguaggio della complicità e della gratitudine, la dimensione in cui si riscopre la bellezza dello stare insieme senza ruoli o difese, nell’autenticità del semplice condividere. Accogliersi nel gioco significa ritrovare la tenerezza dei gesti e la freschezza dello stupore.

Ma l’amore, per rimanere vivo, chiede cura quotidiana, paziente e concreta. È fatto di gesti piccoli ma costanti: una parola gentile, un tempo donato, uno sguardo che accoglie. È la somma di “piccole fedeltà quotidiane”, come le ha definite Papa Francesco, che diventano il tessuto invisibile della vita familiare. La comunicazione accogliente è, dunque, anche una grammatica della tenerezza: il modo in cui ci si parla, ci si ascolta e ci si perdona. È saper comunicare con gesti di vicinanza e delicatezza, riconoscendo che la parola più vera è quella che nasce dall’amore.

Dopo la riflessione, le coppie presenti si sono divise in gruppi, rispondendo alle domande guida proposte: ne sono nate condivisioni profonde, segnate da sincerità e commozione e molti hanno riscoperto l’importanza di ascoltare fino in fondo, di chiedere scusa senza paura, di ringraziare con più consapevolezza.

parrocchia san bernardino molfetta - festa diocesana famiglie 2025 altomonte comunicazione accogliente 2025L’incontro si è concluso con la Santa Messa presieduta dal Vescovo, Mons. Domenico Cornacchia, che ha affidato alla Vergine Maria, Madre dell’ascolto, il cammino di tutte le famiglie della Diocesi, invitandole a essere segno concreto dell’amore di Dio nella quotidianità.

La Festa Diocesana delle Famiglie ha così rinnovato la consapevolezza che comunicare è amare e che l’accoglienza nasce dal silenzio, dalla pazienza e dalla capacità di custodire l’altro nella propria interiorità. In un mondo dove la parola rischia di perdersi nel rumore, la Chiesa è chiamata a testimoniare uno stile diverso: quello dell’ascolto che accoglie, della parola che edifica e della tenerezza che unisce perché ogni relazione, se vissuta così, diventa icona vivente della comunione di Dio con l’umanità.

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