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Convegno diocesano AC Adulti, responsabilità e rispetto del creato: quale riflessione per gli aderenti?

parrocchia san bernardino molfetta - convegno diocesano azione cattolica adulti laudato sii misiognore enciclica papa francesco creato conversione ecologia 2026C’è un modo di guardare il creato che nasce dalla semplice osservazione della natura e un altro che, invece, conduce a riconoscere in ogni creatura il segno della presenza di Dio e il riflesso del suo amore. È questa la prospettiva che ha attraversato il Convegno diocesano promosso dal Settore Adulti di Azione Cattolica, dal titolo «Laudato sii, o mi Signore. Responsabilità e rispetto del creato» (tenutosi sabato 20 giugno nell’Auditorium Cuore Immacolato di Maria), in cui è intervenuto Fra Piergiorgio Taneburgo, OFM Capp., docente di Teologia Ecumenica presso la Facoltà Teologica Pugliese.

L’incontro, vissuto come momento di approfondimento e di formazione aperto a tutti, ha offerto ai presenti l’opportunità di rileggere l’attualità del messaggio francescano e i grandi temi dell’ecologia integrale proposti da Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’, aiutando a comprendere come la cura del creato non rappresenti un tema settoriale o una semplice sensibilità ambientale, ma una dimensione essenziale della vita cristiana.

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Dal Cantico delle Creature all’ecologia integrale: contemplare per custodire

È stato il Cantico delle Creature, una delle espressioni più alte della spiritualità cristiana e della letteratura italiana, il punto di avviso della riflessione di fra Piergiorgio: nel Cantico San Francesco offre uno sguardo originale sulla realtà, perchè non parte da complesse argomentazioni teologiche, ma dalla contemplazione del mondo che lo circonda.

parrocchia san bernardino molfetta - convegno diocesano azione cattolica adulti laudato sii misiognore enciclica papa francesco creato conversione ecologia 2026Il sole, la luna, le stelle, il vento, l’acqua, il fuoco, la terra e, persino, la morte diventano per il Santo di Assisi segni che rimandano al Creatore e occasioni di lode. La natura non è un semplice scenario né un insieme di risorse da sfruttare, ma una realtà da accogliere con stupore, gratitudine e senso di fraternità. Da questa esperienza, nasce quella che è stata definita una vera e propria “mistica cosmica“, ovvero la consapevolezza di appartenere a un’unica famiglia di creature, tutte originate dall’amore di Dio e orientate a Lui.

Questa visione, riletta oggi alla luce dell’Enciclica Laudato si’, invita a riconoscere che tutto è dono e che ogni realtà è legata da relazioni profonde: perciò, il creato chiede di essere custodito con responsabilità e rispetto. La terra è la nostra casa comune, un bene prezioso affidato alla cura di tutti.

L’ecologia integrale, più volte richiamata durante l’incontro, nasce proprio da questa consapevolezza: la crisi ambientale, le ingiustizie sociali, le disuguaglianze e le povertà non sono realtà separate, ma manifestazioni di un’unica crisi che riguarda le relazioni dell’uomo con Dio, con gli altri, con sé stesso e con il creato. Per questo, custodire la terra significa anche prendersi cura delle persone, in particolare dei più fragili e di quanti subiscono maggiormente le conseguenze delle ferite ambientali e sociali.

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parrocchia san bernardino molfetta - convegno diocesano azione cattolica adulti laudato sii misiognore enciclica papa francesco creato conversione ecologia 2026Che cosa rimane agli aderenti di Azione Cattolica?

Per gli aderenti di Azione Cattolica questo incontro ha rappresentato un’occasione preziosa per interrogarsi sul modo in cui il Vangelo possa illuminare anche il rapporto con il creato e orientare scelte personali e comunitarie più consapevoli.

La riflessione proposta da Fra Piergiorgio interpella direttamente il carisma dell’Associazione, che da sempre educa i laici a vivere una fede incarnata nella storia, attenta ai segni dei tempi e capace di assumersi responsabilità concrete nella Chiesa e nella società. La custodia del creato, infatti, non è un tema accessorio rispetto alla vita cristiana, ma una dimensione che attraversa l’intera esperienza di fede, perché riguarda il modo in cui l’uomo si pone davanti a Dio, agli altri e al mondo che gli è stato affidato.

Per l’Azione Cattolica, che ha nella formazione delle coscienze uno dei suoi tratti distintivi, la cura della casa comune diventa così un autentico percorso educativo e spirituale, capace di generare uno stile di vita nuovo. Significa educarsi e educare a uno sguardo contemplativo, che sappia riconoscere il creato come dono e non come possesso. Significa imparare la gratitudine, la sobrietà, il senso del limite e la responsabilità verso le generazioni future.

Sul piano personale, questa consapevolezza si traduce nell’adozione di stili di vita più essenziali e rispettosi, nella capacità di contrastare la cultura dello spreco e del consumo indiscriminato e nel recupero di un rapporto più armonioso con il tempo, con le cose e con le persone.

Nella vita familiare, la custodia del creato diventa un’importante occasione educativa: le famiglie sono chiamate a trasmettere ai più giovani il valore della condivisione, del rispetto per ogni forma di vita e della responsabilità nell’uso dei beni ricevuti. Educare alla cura del creato significa, in fondo, educare alla fraternità e alla consapevolezza che tutto è connesso.

Anche la dimensione comunitaria è profondamente coinvolta. Le parrocchie e le associazioni sono invitate a promuovere percorsi di sensibilizzazione, iniziative concrete e stili di vita più sostenibili, favorendo una pastorale che sappia tenere insieme annuncio del Vangelo, giustizia sociale e custodia del creato. La comunità cristiana è chiamata a diventare segno credibile di una conversione ecologica che non si limita alle parole, ma si esprime in scelte condivise e in una rinnovata attenzione ai più fragili, spesso i primi a subire le conseguenze delle crisi ambientali.

parrocchia san bernardino molfetta - convegno diocesano azione cattolica adulti laudato sii misiognore enciclica papa francesco creato conversione ecologia 2026Anche come operatori pastorali, gli aderenti di Azione Cattolica sono, dunque, chiamati a tradurre queste riflessioni in percorsi concreti di formazione e di testimonianza, aiutando le comunità a sviluppare una spiritualità capace di coniugare contemplazione e responsabilità, fede e impegno, preghiera e servizio, nella consapevolezza che prendersi cura della casa comune significa partecipare all’opera creatrice di Dio e contribuire alla costruzione di un mondo più giusto, fraterno e abitabile per tutti.

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Una spiritualità che genera speranza

Il momento conclusivo di confronto ha evidenziato quanto la questione della cura del creato sia avvertita come una sfida concreta e quanto sia forte il desiderio di riscoprire un rapporto con il mondo che sia profondamente radicato nel Vangelo.

La riflessione condivisa ha richiamato una verità essenziale: custodire il creato non significa lasciarsi guidare dall’ansia per il destino del pianeta, ma riconoscere con gratitudine il dono ricevuto e assumersi la responsabilità di preservarlo per le generazioni future, nella consapevolezza che ogni creatura porta in sé un riflesso del Creatore.

Il messaggio del Cantico di San Francesco conserva così tutta la sua attualità: la fede non distoglie dall’impegno nel mondo, ma educa a guardarlo con occhi nuovi, scorgendo nella bellezza del creato un invito costante alla lode di Dio, alla fraternità universale e a una responsabilità concreta verso la casa comune.

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