
Un cielo costellato di stelle, un razzo pronto al decollo e un invito che suona come una chiamata interiore: «Verso l’Alt(r)o e oltre». È con questa immagine, simbolica e potente, che ieri, 24 ottobre, nella Parrocchia Immacolata di Giovinazzo, si è aperto l’incontro diocesano di inizio anno per educatori e responsabili ACR della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. È stato un momento di riflessione e di comunione che ha dato ufficialmente il via al nuovo anno associativo, con il desiderio di vivere con entusiasmo e responsabilità la missione educativa affidata ai gruppi parrocchiali.
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Accolti come membri di un vero e proprio equipaggio spaziale, gli educatori si sono lasciati guidare da un’attività simbolica che li ha condotti “nell’universo ACR”, dove la fantasia ha incontrato la fede e l’immaginazione si è fatta strumento di riflessione. Proiettati idealmente nello spazio, hanno scoperto che ogni missione – anche quella educativa – richiede coraggio, fiducia e spirito di squadra. L’esperienza ha aiutato tutti a comprendere quanto sia essenziale guardare verso l’Alto, ma anche verso l’altro, perché l’autentica missione cristiana è sempre un cammino condiviso.
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Il tema di fondo, sviluppato nel corso della serata, è stato quello della comunione. Le Parrocchie, infatti, non sono isole separate né pianeti che orbitano in solitudine, ma comunità che percorrono la stessa traiettoria, ruotando attorno all’unico Sole che è Cristo Gesù. In questo orizzonte, ogni educatore è chiamato a essere luce e calore per i ragazzi che accompagna, testimone di una fede che si trasmette più con la vita che con le parole.
Durante i gruppi di lavoro, i partecipanti hanno riflettuto su tre domande che hanno aperto spazi di confronto autentico e di crescita personale:
▪️ Cosa offro di generativo alla mia comunità?
▪️ Cosa vedo di bello nella mia comunità parrocchiale?
▪️ Quanto spazio dedicato a rendere i ragazzi parte viva della comunità?
Domande semplici, ma decisive, che hanno permesso di riscoprire la bellezza della relazione educativa come forma di carità, in cui l’educatore non si impone, ma accompagna, non dirige, ma cammina accanto.
Guardare verso l’Alt(r)o significa alzare lo sguardo, superare i confini del proprio “piccolo mondo” per accorgersi dell’altro, ma anche per rimettere al centro la presenza del Signore che guida, sostiene e rinnova ogni passo.
Con questo spirito gli educatori ACR tornano alle loro comunità, pronti a vivere un anno di missione che non teme la fatica, perché animato dalla gioia di chi sa di essere parte di un progetto più grande, come “astronauti” dello Spirito, pronti a partire ancora una volta, verso l’Alt(r)o e oltre, dove la vita incontra il Vangelo e ogni ragazzo può scoprire la propria luce.
a cura di Marisa Pansini
Responsabile parrocchiale ACR






