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Assemblea Diocesana: Azione Cattolica, una responsabilità che genera

parrocchia san bernardino molfetta - assemblea diocesana azione cattolica 2026 presidente nazionale giuseppe notarstefanoLa responsabilità cristiana acquista senso quando smette di essere percepita come un incarico da sostenere e diventa cura delle persone affidateci, capacità di accompagnarle e disponibilità a costruire insieme. È su questo perno pastorale che si è sviluppata l’Assemblea diocesana di inizio anno dell’Azione Cattolica della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, di ieri pomeriggio, 3 ottobre, nella Cattedrale di Molfetta.

L’incontro, inserito nel percorso che condurrà l’associazione verso il cammino assembleare, ha avuto come filo conduttore il verbo “generare”, scelto per caratterizzare il nuovo anno. Dopo l’introduzione della presidente diocesana Margherita de Pinto e il saluto del Vescovo Mons. Domenico Basile, la riflessione è stata affidata al presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, Giuseppe Notarstefano, intervenuto sul tema “Responsabilità che si fa servizio, insieme per generare“.

Al centro non sono state poste, anzitutto, le attività da programmare, quanto la qualità delle relazioni e dello stile con cui l’Azione Cattolica è chiamata a vivere il proprio servizio nella Chiesa: una responsabilità che nasce dalla relazione con Cristo, matura attraverso la formazione e trova nella corresponsabilità la propria forma ecclesiale.

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parrocchia san bernardino molfetta - assemblea diocesana azione cattolica 2026 presidente nazionale giuseppe notarstefano“Generare”: una responsabilità che prende forma nel servizio

Introducendo l’Assemblea, Margherita de Pinto (nella foto) ha indicato nel verbo generare la chiave con cui leggere il cammino associativo dell’anno. Una scelta che richiama immediatamente il tema della responsabilità, soprattutto quando essa viene interpretata alla luce del servizio: «Parlare della responsabilità che si fa servizio, perché oggi è difficile essere servi degli altri ed è difficile rispondere alla chiamata».

La difficoltà evocata non riguarda soltanto l’assunzione di un incarico, ma essere responsabili significa accettare che la propria presenza abbia a che fare con la vita degli altri, con il loro percorso e con una chiamata alla quale rispondere senza trasformare il servizio in esercizio individuale di un ruolo.

L’Assemblea è stata ,pertanto, un passaggio di preparazione al nuovo cammino associativo: prima ancora di interrogarsi su ciò che occorrerà organizzare, chiede di verificare quale stile renda realmente generativa la presenza dell’Azione Cattolica nelle parrocchie e nella Chiesa diocesana.

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parrocchia san bernardino molfetta - assemblea diocesana azione cattolica 2026 presidente nazionale giuseppe notarstefanoMons. Basile: generare insieme seguendo il movimento dello Spirito

Il verbo scelto dall’Azione Cattolica trova una significativa consonanza con il percorso intrapreso dall’intera Chiesa locale, come ha evidenziato Mons. Domenico Basile (nella foto), ricordando che «generare è il verbo che ispira anche il cammino della pastorale della nostra Diocesi che ha celebrato lo scorso 30 settembre i 40 anni dall’unificazione».

Il Vescovo ha richiamato, quindi, una parola evangelica particolarmente esigente: «Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio» (Lc 9,62). Il riferimento orienta lo sguardo in avanti e riconduce il servizio pastorale alla disponibilità a seguire il movimento dello Spirito, nella direzione già emersa durante il recente Convegno pastorale diocesano: occorre, infatti, imparare a riconoscere i segni della presenza del Signore nella storia e lasciarsi interpellare da ciò che lo Spirito sta già facendo maturare.

Generare assume necessariamente una dimensione comunitaria perché non è il risultato dell’iniziativa isolata di qualcuno, ma richiede discernimento e capacità di camminare nella stessa direzione. È proprio questa disponibilità che il Vescovo ha indicato come attesa nei confronti dell’Azione Cattolica, formulando l’augurio che la sua presenza possa continuare a essere generativa nella vita della Diocesi.

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parrocchia san bernardino molfetta - assemblea diocesana azione cattolica 2026 presidente nazionale giuseppe notarstefanoNotarstefano: la responsabilità nasce dalla cura e dalla relazione con Cristo

Che cosa significa essere responsabili? «È la cura e l’accompagnamento per i fratelli che ci sono stati donati – ha evidenziato Giuseppe Notarstefano (nella foto), riconducendo la risposta alla relazione con le persone -. Essa è generativa quando fa crescere le persone nel rispetto della propria vocazione e la cura della comunità».

Il criterio con cui leggere la vita associativa si sposta così dalle sole iniziative a ciò che esse riescono a generare nelle persone. La responsabilità richiede attenzione ai cambiamenti, capacità di discernimento e uno sguardo che sappia riconoscere i percorsi di ciascuno. Alla sua origine c’è «una gratitudine e si alimenta nella relazione e nell’amicizia personale con Gesù»: il servizio nasce, dunque, dalla risposta a un dono ricevuto e trova nell’incontro con Cristo la propria sorgente.

In questo percorso la formazione diventa essenziale «per discernere e assumere impegni, riconoscere i propri errori ed essere capaci di ricominciare». La sua efficacia emerge, perciò, nelle scelte concrete e nella qualità con cui sono vissute relazioni e responsabilità.

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parrocchia san bernardino molfetta - assemblea diocesana azione cattolica 2026 presidente nazionale giuseppe notarstefanoDal servizio alla corresponsabilità

La responsabilità conserva anche una dimensione molto concreta, in quanto «si misura con la capacità di fare bene le cose, di portare i compiti affidati con serietà e svolgerli insieme». Notarstefano l’ha definita «una meta verso cui crescere e il fondamento del nostro stare insieme», che richiede «il contributo di ciascuno e ci impegna a cercare insieme la direzione del cammino». Essere responsabili significa, quindi, anche esercitare «ascolto per il bene di tutti», evitando che il servizio diventi un’esperienza individuale segnata soltanto dalla fatica e dal peso degli incarichi.

Qui si innesta la visione pastorale della corresponsabilità che «deve essere vissuta nella, per e con la comunità». È in questa dimensione che l’Azione Cattolica può diventare una concreta palestra di sinodalità, nella collaborazione tra associati e nel rapporto tra laici e presbiteri, imparando a condividere ascolto, discernimento e direzione del cammino.

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Una comunità genera quando si prende cura delle persone

La parte finale della riflessione è stata incentrata sulla qualità delle relazioni. Essere responsabili nella «prospettiva del servizio, che è stile di essere nella vita di tutti i giorni», richiede «uno sguardo attento alle persone»: per questo, la formazione dei responsabili deve diventare un laboratorio di cura, ascolto e accompagnamento personale, capace di contribuire alla costruzione di comunità gioiose e accoglienti. La vitalità dell’associazione non dipende dalla quantità delle iniziative, ma dalla capacità di creare legami in cui le persone possano crescere, riconoscere la propria vocazione e assumere progressivamente responsabilità.

Il verbo generare trova la sua concretezza nel chiedersi, davanti a ogni proposta associativa, non soltanto che cosa stiamo facendo, ma che cosa e chi stiamo facendo crescere attraverso ciò che facciamo. È questa verifica a trasformare la responsabilità in servizio e la corresponsabilità in uno stile capace di dare futuro alla vita associativa.

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