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Tracce di santità a Molfetta: da Marta Poli alle Figlie di Maria

parrocchia san bernardino molfetta - incontro marta poli figlie di maria associazione femminile immacolata 2025L’Associazione femminile dell’Immacolata, unitamente alla Confraternita della Concezione, ha organizzato un percorso formativo destinato a Consorelle e Confratelli, con lo scopo di alimentare la fede dei singoli ed il senso di appartenenza alla grande “famiglia celeste”.  Tale percorso si compone di quattro appuntamenti, dei quali il primo specifico per l’Associazione o la Confraternita e gli ultimi tre destinati ad entrambi congiuntamente.
Il primo incontro, voluto fortemente dall’Amministrazione dell’Associazione femminile, svoltosi in chiesa sabato 1° novembre 2025, è stato incentrato sulla figura di Marta Poli, donna molfettese considerata mistica e Santa dal popolo, vissuta nella prima metà del Novecento.

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Dopo un momento di accoglienza e di ringraziamento per aver risposto all’appuntamento proposto, la Presidente dell’Associazione femminile, Anna Maria Farinola, ha sottolineato come questa donna di fede profonda e genuina sia collegata alla nostra realtà, in quanto è stata una “Figlia di Maria” (era questo, infatti, il nome con cui erano note le devote dell’Immacolata, prima della fondazione ufficiale dell’Associazione femminile). Non si separava mai dal suo nastrino con la medaglia dell’Immacolata, sempre devotamente portato sulle spalle fino al momento della sua morte.
Il nostro Padre Spirituale, don Raffaele Tatulli, cogliendo la coincidenza dell’appuntamento con la giornata in cui si festeggiano tutti i Santi, ha ricordato alle presenti che il primo scopo di noi battezzati è proprio quello di tendere alla santità, poiché la salvezza è il progetto che Dio ha pensato per ciascuno di noi sin dalla creazione del mondo. Dio ci ha creati per stare con Lui: i Santi non sono esseri privilegiati, straordinari, ma persone che hanno messo in pratica la Parola del Signore all’interno del contesto storico, sociale, economico in cui sono vissute.

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parrocchia san bernardino molfetta - incontro marta poli figlie di maria associazione femminile immacolata 2025 In sostanza, noi dobbiamo diventare Santi oggi, nel nostro tempo, nella nostra storia. Compreso ciò, chi era Marta Poli e perché è stata considerata “Santa” dal popolo?
Marta nacque a Molfetta il 20 luglio 1897 in una famiglia semplice, umile, ma dignitosa: il padre Giuseppe era uno stuccatore, la madre Giuseppa Catacchio casalinga. Battezzata presso la Cattedrale, a 7 anni ricevette la Prima Comunione e la Cresima nella Chiesa di San Bernardino. Abbandonati gli studi in terza elementare, apprese l’arte del ricamo e del cucito presso la casa di sua zia Ippolita, luogo di formazione spirituale oltre che professionale: non mancava la recita delle orazioni ad inizio giornata, oltre la frequentazione della vicina chiesa dei Cappuccini.A 18 anni si fidanzò con il giovane Giacomo Binetti che, purtroppo, morì precocemente sulla nave su cui era imbarcato. Sono gli anni della Prima Guerra Mondiale. Altre occasioni di fidanzamento si presentarono per la giovane Marta, ma nessuna andò a buon fine: si faceva spazio in lei il desiderio di voler dedicare la sua vita a Gesù, ma in che modo?
Grande importanza ebbe a tal proposito la conoscenza con una famiglia tarantina, Candida – de Matteo, in particolare con la giovane Angela, che studiava musica e canto e che spesso partecipava a concerti organizzati dal Prof. Francesco Peruzzi a Molfetta. Indubbiamente la conoscenza dello zio di Angela, don Vincenzo de Matteo, il cui ministero pastorale si svolse nella Diocesi molfettese, portò alla sua conversione totale a Dio. Quindi, rinunciando a qualsiasi ulteriore proposta di fidanzamento, Marta decise di entrare nell’Ordine francescano secolare presso i Cappuccini e prese in considerazione l’idea di abbracciare la vita religiosa monastica. Tale desiderio purtroppo non poté realizzarsi: scoprì presto di essere malata di una forma particolare di tubercolosi ossea localizzata nel tratto dorsale della colonna vertebrale, che la porterà ad indossare un rigido e scomodo corsetto in gesso. Iniziò così la sua esperienza di dolore e sofferenza che, con brevi periodi di miglioramenti e sempre più gravi ricadute, l’accompagnerà per tutto il resto della sua vita.

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parrocchia san bernardino molfetta - incontro marta poli figlie di maria associazione femminile immacolata 2025Nonostante le sue condizioni di salute, entrò nella Gioventù femminile di Azione Cattolica diventando, al termine di un percorso formativo, catechista presso la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù e, il 13 dicembre 1936, “Figlia di Maria Immacolata” presso la Chiesa di San Bernardino, partecipando con devozione a tutti gli appuntamenti proposti durante l’Anno Liturgico, specialmente quelli dedicati alla Festa della Medaglia Miracolosa del 27 novembre e la seguente Novena e Festa dell’Immacolata Concezione.
Era conosciuta in città per la sua fervente devozione e per il suo instancabile impegno nell’educazione cristiana rivolta ai più piccoli, fin quando il suo corpo glielo permise. L’aggravarsi della malattia, infatti, dal 1939 fino alla sua morte avvenuta il 24 aprile 1957, la costrinse all’immobilità nel suo letto, con il suo corsetto di gesso che la ricopriva fin sotto al mento e le impediva i movimenti più semplici. Per il resto della sua vita fu assistita in tutto e per tutto da alcune fidate amiche, ricevendo in casa visite continue da parte dei suoi confessori, di Vescovi, sacerdoti e di tanta gente comune, conoscenti ed estranei, attratti prima dalla fama e poi dal carisma di questa semplice donna ricca di fede.

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Ciò che rese Marta una “Santa” agli occhi della gente non erano tanto le “conoscenze” (così lei si riferiva a visioni che riceveva, in cui Gesù la esortava a perseverare nella preghiera) o il fenomeno del “male quaresimale” per cui la sintomatologia dolorosa, negli ultimi anni della sua vita, si acuiva durante la Quaresima raggiungendo il culmine nel Venerdì Santo per regredire inspiegabilmente all’avvicinarsi della Pasqua. Marta era reputata “Santa” per l’incrollabile fede, per il suo carisma della sapienza, per quel sorriso dolce e sereno che sapeva regalare a tutti come segno di conforto, per la capacità di pregare nonostante il dolore, per il suo offrire quotidianamente la sua sofferenza per la santificazione di tutti i sacerdoti, che aveva fortemente a cuore come immagine di Cristo tra la gente.

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Marta, quindi, ci mostra un modo per “diventare Santi”, attraverso l’apostolato, la carità, la malattia ed il sacrificio. Ma la Santità può essere raggiunta attraverso molteplici vie e modalità: sta a ciascuno di noi trovare la strada più consona, attraverso il proprio modo di essere, pur attingendo dai tanti esempi di vita cristiana di chi ci ha preceduto.
In tal senso l’Associazione, attraverso l’imitazione delle virtù della Madonna, la preghiera condivisa, la formazione costante, le opere di carità, deve essere un mezzo, per ciascuna Consorella, di crescere nella fede, diventare testimone del Signore, perfezionarsi nella via della Santità. Ciascuna, però, a modo suo.

 

A cura di Maria Cristina Roselli
Consorella dell’Associazione Femminile dell’Immacolata

 

 

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