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Il primo Giubileo dei Missionari Digitali: un segno dei tempi per una Chiesa in uscita

parrocchia san bernardino molfetta - giubileo dei missionari digitali influencer cattolici evangelizzazione digitale 2025È un evento senza precedenti, ma fortemente profetico: il primo Giubileo dei Missionari Digitali e degli Influencer Cattolici si terrà a Roma il 28 e 29 luglio 2025 e si presenta come uno dei momenti più significativi dell’intero Anno Santo. È un appuntamento pensato per chi, ogni giorno, abita le reti sociali con responsabilità evangelica, diffondendo la Parola attraverso il linguaggio e la cultura digitale.
È un riconoscimento importante da parte della Chiesa universale che, attraverso il Dicastero per la Comunicazione, ha voluto dedicare un momento di incontro, formazione e preghiera a coloro che si impegnano, a vario titolo, nella missione evangelizzatrice del continente digitale.
Sarà presente anche l’Equipe delle Comunicazioni Sociali della Parrocchia San Bernardino di Molfetta, che, dopo aver partecipato lo scorso gennaio al Giubileo delle Comunicazioni, chiuderà simbolicamente il suo personale percorso giubilare con questo nuovo appuntamento.
Il programma – i cui eventi, incontri, gruppi di studio e conferenze si terranno nell’Auditorium di Via della Conciliazione – è fitto e intenso, costruito per offrire ai partecipanti un’occasione concreta di formazione, spiritualità e condivisione (scarica la brochure con tutti gli appuntamenti).

 

28 luglio: connessi alla Parola

La giornata di lunedì 28 luglio si aprirà con l’intervento del Segretario di Stato, Card. Pietro Parolin, cui seguiranno 3 incontri, conclusi dalla prima sessione dei gruppi di lavoro “Cosa implica essere completamente presenti come Chiesa nella cultura digitale?”:
▪️ “Più del Wi-Fi o degli hashtag, oggi è la Sua Parola a unirci. Una modalità per avviare insieme l’esperienza del Giubileo” di P. David McCallum SJ;
▪️ “Cosa ci comunica la teologia riguardo alla missione nell’epoca delle reti e degli algoritmi?” di P. Antonio Spadaro SJ;
▪️ “La missione digitale nella vita ecclesiale: riflessioni sulle difficoltà e le possibilità della missione della Chiesa nel contesto digitale”, in relazione al successivo gruppo di studio.
Il pomeriggio, invece, inizierà con la tavola rotonda “I Santi, influencer di Dio. In dialogo con le famiglie dei Santi” per poi soffermarsi sulla condivisione di esperienze per la missione digitale, momenti che saranno intervallati da due momenti di gruppi di lavoro (“La vocazione alla Santità nell’era digitale” e “Sfide e opportunità della missione digitale”).

 

parrocchia san bernardino molfetta - giubileo dei missionari digitali influencer cattolici evangelizzazione digitale 2025 29 luglio: cercatori di speranza

Il momento culminante del Giubileo sarà incastonato nella mattina di martedì 29 luglio con il pellegrinaggio alla Porta Santa e la successiva Santa Messa celebrata nella Basilica di San Pietro, come segno di comunione e di affidamento al Signore, vero protagonista di ogni missione. A conclusione della Santa Messa, nei Giardini Vaticani sarà celebrato il mandato missionario con l’atto di consacrazione e affidamento della missione digitale a Maria Santissima.
Dopo il pranzo, sempre nell’Auditorium Via della Conciliazione si terrà l’incontro ecumenico con i missionari digitali “Together for hope”, «uno spazio di incontro, comunione e missione condivisa con coloro che, provenienti da diverse parti del mondo, camminano al nostro fianco annunciando la speranza nel contesto digitale». Il pomeriggio, invece, sarà caratterizzato dal rally missionario “Cercatori di Speranza”, una missione itinerante espressa tramite un gioco per le vie di Roma, per condividere speranza con creatività, fede e gioia tramite i social media. Infine, la sera, dalle ore 21:00 si svolgerà a Piazza Risorgimento il secondo Festival degli Influencer Cattolici, una serata di musica e testimonianze per celebrare la missione di portare speranza nel mondo digitale attraverso voci, culture e lingue diverse.

Le tre dimensioni per prepararsi al Giubileo

Durante l’ultimo incontro preparatorio al Giubileo – svoltosi sabato 12 luglio e promosso dal RIIAL e dal Dicastero per la Comunicazione – è stato proposto un prezioso commento al Vangelo di Luca 1,39-56 che ha delineato le tre dimensioni essenziali con cui vivere questo evento: la conversione del cuore, l’invio missionario e la comunione ecclesiale. È stato chiesto a ciascun missionario digitale di interrogarsi e di chiedersi quale sia la motivazione e la guida del proprio servizio missionario digitale («Chi guida davvero la mia missione: lo Spirito Santo o l’algoritmo? Il Vangelo o i numeri di engagement?»).

Il Giubileo sarà prima di tutto un’occasione per ravvivare il fervore spirituale, per fortificare il cuore nella preghiera e rimettere Dio al centro della nostra comunicazione: i partecipanti non saranno turisti a Roma, ma inviati da Dio pee vivere questo momento di Grazia, portando nel cuore e nello smartphone le loro comunità di origine, alle quali restituiranno questa esperienza come dono.

Sarà anche il tempo per vivere la comunione con altri missionari ed evangelizzatori digitali: condividere i cammini, conoscere carismi e stili diversi, scoprire la bellezza di una Chiesa che si fa presente anche nelle reti e sa camminare insieme, perché il Vangelo non si annuncia da soli, ma in comunione, e ogni post, ogni parola, può diventare un piccolo frammento di speranza incarnata.

 

Comunicare la fede con creatività, ascolto e autenticità

Questo Giubileo non sarà soltanto un evento da ricordare, ma un’esperienza da vivere con entusiasmo: una vera chiamata alla conversione digitale, alla profondità dell’incontro e alla bellezza di un annuncio che nasce dalla vita vissuta. Sarà l’occasione per riscoprire che anche nella rete – così affollata, spesso rumorosa e disorientante – è possibile generare legami veri, costruire comunità, abitare le fragilità con parole che sanno curare, illuminare, aprire varchi di senso.

La comunicazione, quando nasce dall’amore per il Vangelo, non è mai sterile trasmissione, ma relazione che evangelizza, che abbraccia, che trasforma. E i missionari digitali, prima di essere creatori di contenuti, sono testimoni della Speranza, segni concreti di un Dio che continua a farsi vicino, anche tra un post, un commento e una story. Come i primi discepoli, anch’essi oggi gridano con la vita: «non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20).

Commenti ( 5 )

  1. Rispondi
    Paolo Diviesti says:

    Il Giubileo dei Missionari Digitali rappresenta una svolta profetica per la Chiesa: finalmente si riconosce che l’ambiente digitale non è solo un mezzo, ma un luogo reale, abitato, spesso ferito, ma pieno di sete di senso. Questo articolo coglie perfettamente il valore di questo evento, capace di unire voci diverse, esperienze internazionali e carismi complementari in un unico respiro ecclesiale.

  2. Rispondi
    Sergio Piergiovanni says:

    È commovente leggere di una Chiesa che, invece di temere il mondo digitale, sceglie di abitarlo con lo stile del Vangelo. La testimonianza dei missionari digitali racconta che anche tra algoritmi e feed si può annunciare la bellezza della fede, con delicatezza, verità e profondità. È un invito a non rimanere alla finestra, ma a scendere in campo, anche online, per seminare speranza.

  3. Rispondi
    SV says:

    La riflessione proposta nel blog spinge a guardare con occhi nuovi le potenzialità pastorali della rete. Troppo spesso si riduce la comunicazione digitale a promozione di eventi o trasmissione di orari. Qui, invece, emerge una dimensione più alta: la possibilità di creare legami, condividere vite, accompagnare percorsi interiori. È una visione che interpella ogni comunità parrocchiale.

  4. Rispondi
    Francesco Ardito says:

    Mi piacerebbe che, a partire da questa esperienza, anche nelle parrocchie si cominciasse a riflettere sulla presenza digitale come parte integrante della pastorale. Non qualcosa “in più”, ma una dimensione che può rafforzare l’annuncio e raggiungere chi forse mai metterebbe piede in una chiesa. Servirebbe una vera formazione, una comunità che accompagna chi vuole mettersi al servizio in questo nuovo campo missionario.

  5. Rispondi
    Andrea Sodero says:

    Questo Giubileo ci ricorda che la Chiesa non può più permettersi di parlare “a distanza” dal mondo digitale. Deve entrare, con umiltà e discernimento, con il desiderio di ascoltare e di servire. Ogni missionario digitale è come un seme lanciato nel terreno virtuale: non sa dove cadrà, ma affida alla Parola il potere di generare vita. Grazie a chi ha avuto il coraggio di iniziare questo cammino e di condividerlo con tutti noi.

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