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Convegno per educatori alla fede: dalla Parola all’annuncio nei passaggi di vita

parrocchia san bernardino molfetta - convegno diocesano inizi oanno catechismo formazione catecumenale vescovo domenico basile secondo annuncio 2026Annunciare il Vangelo significa saper riconoscere le domande che emergono nei momenti decisivi dell’esistenza, quando una nascita, una relazione, una perdita o una fragilità modificano profondamente il modo di guardare alla propria vita. Sono esperienze in cui possono affiorare interrogativi sul senso, sulla speranza e sulla fede, che chiedono alla comunità cristiana una presenza capace di ascoltare e accompagnare.

È questa la prospettiva che ha caratterizzato il Convegno diocesano di inizio anno per catechisti e accompagnatori alla fede, promosso dall’Ufficio per la Catechesi della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi e svoltosi ieri sera, 9 ottobre, nella Chiesa Cuore Immacolato di Maria a Molfetta. L’incontro “Abitare i passaggi di vita. Dalla parola all’annuncio”, è stato guidato dal Vescovo Mons. Domenico Basile e ha riunito i catechisti delle Parrocchie della Diocesi, insieme agli operatori pastorali impegnati, con differenti modalità, nell’annuncio del Vangelo e nell’accompagnamento alla fede.

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Una catechesi capace di incontrare la vita delle persone

Introducendo il Convegno, don Silvio ha richiamato il significato dell’accompagnamento e la necessità di annunciare il Vangelo alle persone nelle condizioni concrete in cui si trovano, sottolineando come ogni percorso educativo e formativo debba confrontarsi con i documenti e il cammino della Chiesa. Nel suo intervento, Mons. Basile ha innestato la sua riflessione nelle trame del percorso di rinnovamento ecclesiale in atto in Italia, richiamando nelle prime battute il n. 48 del Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia ” Lievito di pace e di speranza” (leggi il documento) e il Documento della CEI “Radicati nello Spirito. Linee di orientamento per l’attuazione del Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia”  (scarica il documento), per porre l’attenzione sulla necessità di saper annunciare il Vangelo anche nei momenti significativi dell’esistenza.

parrocchia san bernardino molfetta - convegno diocesano inizi oanno catechismo formazione catecumenale vescovo domenico basile secondo annuncio 2026Un altro riferimento fondamentale è stato il 4° Convegno Ecclesiale Nazionale del 2006 “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo” (approfondisci), che individuò cinque ambiti in cui la comunità cristiana è chiamata a incontrare la vita delle persone, mettendo in relazione annuncio, liturgia e carità con gli ambienti e le situazioni in cui si sviluppa l’esistenza umana: la fragilità (o fragilità umana), il lavoro e la festa, la vita affettiva, la tradizione e la cittadinanza.

Il Vescovo ha richiamato anche il Progetto “Secondo annuncio”, nato e sviluppatosi dalle intuizioni del Convegno ecclesiale del 2006, grazie a un’équipe di studiosi e operatori pastorali coordinata da fratel Enzo Biemmi, evidenziandone tre aspetti fondamentali:

▪️la prospettiva missionaria del riannuncio del Vangelo;
▪️il ripensamento dell’iniziazione cristiana secondo un modello catecumenale;
▪️l’attenzione agli snodi decisivi dell’esistenza.

In particolare, il Vescovo ha sottolineato del Progetto “Secondo Annuncio” il «ripensamento del modello di iniziazione cristiana in prospettiva catecumenale», che deve essere «un vero e proprio cammino di fede che punti a valorizzare il cammino in sé e non come susseguirsi di tappe sacramentali». Questa impostazione richiede di «valorizzare l’intero percorso di maturazione della fede, coinvolgendo maggiormente gli adulti e le famiglie».

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parrocchia san bernardino molfetta - convegno diocesano inizi oanno catechismo formazione catecumenale vescovo domenico basile secondo annuncio 2026.

I passaggi di vita come soglie di accesso alla fede

Il cuore dell’intervento episcopale ha riguardato i cambiamenti che attraversano l’esistenza e che possono aprire nuove domande sul rapporto con Dio. «I passaggi della vita delle persone sono soglie di accesso alla vita di fede e sono preziosi perché essi ci permettono di fronteggiare e vivere due tipi di crisi – ha spiegato Mons. Basile -. Una crisi per eccesso, ovvero un di più gratuito che ti sorprende, come un amore, un figlio, una ragione di vita, ovvero qualcosa che ti sconvolge e ti cambia la vita, ma anche una crisi per difetto, quando sperimentiamo una perdita, la solitudine, un fallimento affettivo, la malattia, il lutto».

La catechesi, pertanto, è chiamata a riconoscere queste soglie, evitando di proporre risposte standardizzate a esperienze profondamente differenti. Accompagnare significa, anzitutto, ascoltare, comprendere il momento attraversato e aiutare a scoprire come la Parola di Dio possa illuminare quella particolare situazione.

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Generare, amare, affrontare la fragilità: tre esperienze da accompagnare

Mons. Basile ha approfondito solo tre ambiti in cui la catechesi catecumenale può trovare concreta applicazione pastorale.

Il primo riguarda il generare e lasciare partire: ad esempio, «la nascita di un figlio coincide anche con la nascita di un padre e di una madre, chiamati a confrontarsi con nuove responsabilità educative e, progressivamente, con l’autonomia dei figli». È un’esperienza che «può aprire alla riscoperta della paternità di Dio e del significato dell’essere figli, sollecitando una catechesi battesimale capace di accompagnare le famiglie oltre la celebrazione del sacramento».

parrocchia san bernardino molfetta - convegno diocesano inizi oanno catechismo formazione catecumenale vescovo domenico basile secondo annuncio 2026

Il secondo ambito è quello del lasciare ed essere lasciati, che comprende «le esperienze dell’amicizia, dell’innamoramento, delle separazioni e della solitudine». In questi passaggi, l’annuncio cristiano assume «una dimensione pasquale», testimoniando «la speranza di un amore che, in Cristo, è più forte della morte», e, allo stesso tempo, come evidenziato dal Vescovo, «è opportuno ripensare la preparazione al matrimonio come percorso di accompagnamento, senza mai trascurare le coppie che attraversano situazioni di crisi».

Il terzo fa riferimento alla fragilità personale, che può manifestarsi attraverso fallimenti educativi e lavorativi, malattie, invecchiamento, lutti e confronto con la morte. «La comunità cristiana è chiamata a rendere concreta la speranza evangelica attraverso una presenza rispettosa del dolore e della dignità delle persone», ha affermato il Vescovo, che ha richiamato anche le nuove forme di servizio ecclesiale, come i ministeri di prossimità, consolazione e accompagnamento.

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Cambio di paradigma: dall’amministrazione dei sacramenti a una pastorale dell’accompagnamento

parrocchia san bernardino molfetta - convegno diocesano inizi oanno catechismo formazione catecumenale vescovo domenico basile secondo annuncio 2026La riflessione si è conclusa con un invito a riconsiderare il modello complessivo della vita ecclesiale, riconoscendo che le difficoltà incontrate nell’iniziazione cristiana non possono essere affrontate soltanto modificando programmi, calendari o strumenti catechistici. «È necessario un cambio di paradigma, soprattutto in merito all’iniziazione cristiana, in cui investiamo forze ed energie con risultati affaticanti e deludenti – ha concluso il Vescovo -. Attenti, perché non solo è l’iniziazione cristiana, ma il paradigma da cambiare è quello del nostro essere chiesa e comunità cristiana, rispetto al cammino sinodale che ci chiede più presenza e accompagnamento».

Il cambiamento richiesto riguarda, dunque, l’intera comunità cristiana, chiamata a superare modalità pastorali che non riescono più a intercettare la vita delle persone. La conclusione di una determinata forma storica di presenza ecclesiale non coincide, infatti, con la fine della Chiesa, ma sollecita un rinnovato discernimento per riconoscere l’azione dello Spirito nei contesti attuali.

Per catechisti e accompagnatori alla fede, il Convegno consegna così una prospettiva che va oltre l’avvio del nuovo anno pastorale: imparare a riconoscere nei passaggi dell’esistenza le occasioni in cui il Vangelo può tornare a essere ascoltato come una parola significativa per la vita. È da questa attenzione alle persone, alle loro domande e alle trasformazioni che attraversano che può maturare una catechesi realmente missionaria, capace di accompagnare la fede lungo l’intero arco dell’esistenza.

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