
Alla soglia dell’Avvento, lo sguardo della Chiesa si posa su Maria come icona luminosa della comunicazione evangelica. Questo articolo della Rubrica #DigitalisMissio, pubblicato sul Settimanale diocesano Luce e Vita n.35/36 di domenica 30 novembre 2025, propone una lettura originale e profondamente ecclesiale di Maria come modello di ogni evangelizzatore digitale: donna dell’ascolto, del discernimento e della prossimità.
È un testo che invita a ripensare la presenza cristiana online non in termini di visibilità, ma di testimonianza autentica, capace di generare comunione.
Grazie alla concessione della Redazione di Luce e Vita, l’articolo è ora disponibile anche sul nostro blog per favorirne una più ampia diffusione non solo in Italia, ma anche all’estero: è possibile leggerlo integralmente e, se necessario, usufruire della traduzione automatica per raggiungere lettori anche oltre i confini nazionali (in basso a destra).
Alle porte dell’Avvento, la Chiesa fissa lo sguardo su Maria, colei che con il suo “sì” ha aperto le vie della salvezza e ha permesso alla Parola di farsi carne. Parlare di Maria in questo tempo liturgico è un atto profondamente ecclesiale: è riconoscere che la storia della salvezza comincia da un atto di comunicazione perfetto. Papa Francesco, nella Messa conclusiva della GMG del 2019, ha definito Maria «la prima influencer di Dio», perché ha saputo influire sul mondo lasciandosi influenzare da Dio. In lei si compendiano le qualità che ogni missionario digitale è chiamato a incarnare nel proprio servizio di annuncio.
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Maria è, innanzitutto, donna dell’ascolto. Prima di parlare, accoglie. Prima di condividere, medita nel cuore. La sua parola nasce dal silenzio e dall’intimità con il Mistero. In un tempo in cui tutto sembra urgente, visibile e commentabile, Maria insegna che la comunicazione autentica si radica nell’interiorità. Ogni missionario digitale deve, dunque, custodire questo atteggiamento contemplativo per non essere semplice ripetitore di contenuti, ma trasparenza del Vangelo.
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Maria è anche donna del discernimento. Di fronte al turbamento dell’annuncio, chiede, riflette e interroga: «Come avverrà questo?» (Lc 1,34): è la domanda di chi non rifiuta il mistero, ma lo abita con intelligenza. Lei è l’immagine del comunicatore credente che non si lascia travolgere dalla velocità dei flussi digitali, ma sa sostare, domandare, attendere e comprendere. Tra l’altro, il suo dialogo con l’angelo racchiude la lezione più alta per chi evangelizza nel digitale: la verità non si impone e non si commercializza, ma si accoglie e si trasmette per attrazione.
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Maria è, soprattutto, donna della prossimità. Appena riceve l’annuncio, si mette in cammino «in fretta» verso Elisabetta (Lc 1,39): la sua fede diventa subito missione, il suo incontro con Dio diventa comunicazione che genera gioia. Questa dimensione relazionale e dinamica è l’anima stessa della missione digitale: una testimonianza che non si chiude in se stessa, ma va incontro, condivide, accoglie, costruisce legami, diffonde speranza. Ogni post, ogni video o immagine, ogni parola, ogni gesto anche online può essere, come il Magnificat, un canto che magnifica Dio e fa vibrare di speranza chi lo ascolta.
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Il Magnificat è la più alta forma di narrazione missionaria: Maria non comunica per attirare attenzione su di sé, ma per indicare un Altro. Ed è qui che risiede la sua “influenza”: non nel centro della scena, ma nel suo decentrarsi, lasciando che Dio agisca attraverso di lei. Per gli evangelizzatori digitali questo è un criterio decisivo: non si evangelizza cercando visibilità personale, ma rendendo visibile il volto di Cristo nella propria vita e nei propri contenuti.
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Maria è, dunque, modello di ogni battezzato missionario: ogni credente è chiamato a custodire la Parola e a trasmetterla, a vivere con creatività e responsabilità la comunicazione come servizio al Vangelo. La missione digitale non è semplice attività tecnica o una forma di “commercializzazione” del Vangelo, ma discepolato che nasce dall’ascolto, si nutre della preghiera e si realizza nell’amore concreto.
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Alla vigilia dell’Avvento, Maria ci insegna che anche nel digitale possiamo preparare la strada al Signore, rendendo ogni spazio un luogo di incontro e di grazia. Così, anche tra post, reel, stories, immagini e parole, la Madre di Dio può continuare a generare Cristo nel mondo come maestra di ogni missionario che desidera comunicare non sé stesso, ma la gioia del Vangelo
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A cura di Marcello la Forgia
Responsabile Equipe Comunicazioni Parrocchia San Bernardino, Animatore della Comunicazione, Evangelizzatore e Missionario digitale, Social Media Manager accreditato






