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La sfida educativa dei genitori: crescere figli liberi, responsabili e credenti.

parrocchia san bernardin molfetta - attualità pastorale servizio genitori compiti figli Recentemente, incontrando un gruppo di genitori, è emerso il tema dell’educazione spirituale. Come e in quali termini se ne può parlare?
Io penso che sia abbastanza facile rendersi conto che ogni persona umana nasce con una dimensione spirituale: una ricerca che va oltre quello che è strettamente necessario. Come ogni aspetto della nostra natura anche questo può essere valorizzato o negato, aiutato ad emergere o schiacciato. Soprattutto in una società che si comporta come se non esistesse, penso che sia particolarmente importante l’attenzione dei genitori su questo ambito così ricco e prezioso, ma anche così fragile e dimenticato, proprio perché non strettamente necessario alla sopravvivenza. Si sopravvive anche senza coltivare la propria vita interiore, sì, ma si tratterà di rinunciare a vivere la ricchezza di potenzialità che portiamo in noi, cercando altrove compensazioni non sempre sane e che comunque mai potranno sostituire la ricerca personale di senso.
L’accento della cultura attuale su produttività, competitività e apparire, ma anche semplicemente la struttura sociale che rischia di farci vivere sempre “di corsa”, ricevendo continuamente stimoli dall’esterno, fa sì che il dedicare tempo alla propria interiorità diventi una scelta personale. Magari abbiamo anche coscienza che tutto il resto non vale niente, senza la nostra reale presenza, la nostra intenzione, la nostra attiva partecipazione, ma poi non c’è tempo.
Essere aiutati fin da bambini a dare un valore all’ascolto di sé, della realtà, degli altri; a coltivare il proprio mondo interiore, il proprio modo di leggere la realtà e abitarla; offrire loro immagini, necessariamente simboliche, che possano aiutarli a prendere coscienza di tutta questa parte della realtà che non si vede, ma fa la differenza nella vita, può essere certamente un grande aiuto. Coltivare l’abitudine a dedicare quotidianamente un tempo, anche breve, alla rielaborazione della propria giornata, alla gratitudine, al perdono, all’emergere delle domande che portano dentro cambia il modo di percepire la vita, per loro, ma anche e prima ancora per noi stessi, affinché possano un giorno essere realmente liberi nel fare le loro scelte, realizzando profondamente i desideri e le potenzialità che portano in sé al servizio di tutti.

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A cura di suor Maria Cecilia Clio
Suora Carmelitana Scalza del Convento di Piacenza

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